La Generazione Gaza è un feticcio senza idee
Va bene, la politica si fa coi corpi, bisogna «tornare ai corpi» come incalza Concita De Gregorio su Rep. ben sapendo che è un incipit a rischio zero, però ecco, ci sarebbe quel minuscolo, fastidioso, un po’ novecentesco dettaglio per cui la politica bisognerebbe farla anche con le idee. Non con le ideologie (viceversa assai circolanti in quelle piazze sinistre, tra quei corpi che si agitano ancora al grido di “Yankee go home!”), ma con una sufficiente tenuta logica, una minima agenda di merito, una razionalità politica almeno velatamente costruttiva.
Ecco, il feticcio della Generazione Gaza che in questi giorni sta entusiasmando tanto Concita e le prime firme del luogocomunismo nostrano è una delle idee più barcollanti della pubblicistica recente. Non solo perché la Generazione Gaza non esiste: ad animare i cortei pro-Pal è una minoranza chiassosa, non p né il ‘68 né il ‘77, tenete a bada la nostalgia, compagne e compagni, chiudete........
