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Doppiopesismo rosso: insultare è legittimo se ti chiami Saviano

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17.04.2026

Ricapitoliamo un attimo, a beneficio del lettore, le tavole valoriali della convivenza (in)civile italica. Se sei un militante di centrodestra, non puoi percorrere il 18 aprile lo stesso tragitto (da Porta Venezia a Piazza Duomo a Milano) che compiranno il 25 aprile i monopolisti immaginari dell’antifascismo (è una delle obiezioni che sono seriamente arrivate da sinistra all’evento di Lega e Patrioti Europei). Se sei un guru del mainstream progressista e inclusivista, nonché monopolista immaginario dell’antimafia, puoi tranquillamente dare del malavitoso a un ministro della Repubblica.

Nulla di nuovo, è il rodatissimo doppiopesismo delle idee e delle parole, riproposto dai suoi gattopardeschi sostenitori, peraltro parecchio ringalluzziti dall’esito del referendum. Il luogo della storia, infatti, è un’aula del tribunale di Roma. Il guru in questione è Roberto Saviano, diciamo per comodità scrittore (alleghiamo scuse a Dostoevskij, Céline, Cormac McCarthy...). Il ministro, che è entrato........

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