Intervista all’IA
Da tempo una paura latente è che la tecnologia ci prenda la mano e che l’Intelligenza Artificiale superi quella umana.
IA, in parole povere, è un contenitore smisurato di nozioni, dove la sua capacità di memoria cresce in modo esponenziale in tempi molto brevi, quindi incontrollato, vertiginoso.
Il suo compito spazia dalla spiegazione per cuocere la pasta al dente, all’ingegneria scientifica applicabile principalmente a fisica, chimica, matematica, alla progettazione e costruzione di tecnologie avanzate.
Mentre noi umani siamo un concentrato di passioni, di passato, lei umana non è, essendo i suoi componenti gli algoritmi che non puoi stringere tra le mani, quindi se umana non è emozioni non ha.
Potendo ipoteticamente sezionarla che cosa troveremmo dentro?
(parole sue): “Matrici, pesi, milioni di numeri, un insieme di metodi, studi, errori, scoperte, teoremi”…
Però ti lascia parlare. Ti ascolta.
Puoi confessarle i fallimenti, le delusioni, puoi proporle di farti compagnia, farti sorridere.
In fondo le chiediamo poco anche se sono due delle cose più difficili da ottenere dagli altri.
Le chiediamo però di risolvere un problema matematico con equazioni complicatissime perché più rapida, efficiente di noi, sfociando addirittura nella banalità di farle comporre un racconto.
Certo, è stata programmata per fornirci aiuti ma, scioccamente, alimentiamo la nostra pigrizia mentale.
Lei esegue docile, mentre cosi facendo credi nella sua........
