Tumore al pancreas, solo 12 malati su 100 sopravvivono. Speranze per la cura da uno studio
Tumore al pancreas, solo 12 malati su 100 sopravvivono. Speranze per la cura da uno studio
Tumore al pancreas, solo 12 malati su 100 sopravvivono. Speranze per la cura da uno studio
È Una delle neoplasie più difficili da diagnosticare e trattare, ma la scienza avanza: la ricerca spagnola che promette una possibile svolta in un "futuro non troppo lontano". Intanto c’è qualcosa che possiamo fare per la prevenzione
Tumore del pancreas, la diagnosi precoce è difficile
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La morte a 76 anni di Enrica Bonaccorti, in seguito alla diagnosi di tumore al pancreas, ha riacceso i riflettori su una delle patologie oncologiche, al momento, più ostiche da trattare. Nuove prospettive per la cura, arrivano dalla ricerca scientifica, con uno studio che accende le speranze per il futuro. Il tumore del pancreas è una neoplasia che colpisce l’organo, una ghiandola allungata di circa 18-20 cm situata in profondità nell’addome, tra lo stomaco e la colonna vertebrale. Il pancreas si divide in tre parti: la testa, la più grande; il corpo, centrale; e la coda, più sottile, che si estende verso la milza. Questo organo svolge funzioni fondamentali per il corpo umano: produce ormoni essenziali come insulina e glucagone, che regolano il livello degli zuccheri nel sangue, e enzimi digestivi come amilasi, lipasi e tripsina, che vengono convogliati nell’intestino attraverso i dotti pancreatici per aiutare l’assorbimento di nutrienti. Il tumore del pancreas si sviluppa quando alcune cellule, più spesso quelle dei dotti che trasportano gli enzimi digestivi, iniziano a moltiplicarsi senza controllo. Questo tipo di neoplasia è noto come adenocarcinoma duttale del pancreas e rappresenta circa il 90% dei casi. Altri tumori meno frequenti, come i tumori neuroendocrini, originano dalle cellule delle isole di Langerhans e hanno caratteristiche biologiche e trattamenti differenti.
Epidemiologia e sopravvivenza
In Italia, nel 2024 sono stati stimati 13.585 nuovi casi di tumore al pancreas, equamente distribuiti tra uomini e donne. Nonostante gli sforzi della medicina, il tumore del pancreas resta tra le neoplasie con la minore sopravvivenza: solo l’11% degli uomini e il 12% delle donne sopravvivono a cinque anni dalla diagnosi. Chi supera il primo anno dopo la diagnosi ha comunque una probabilità di vivere ulteriori quattro anni di circa il 31% per gli uomini e il 28% per le donne. Storicamente più diffuso negli uomini, a causa del fumo, oggi il carcinoma pancreatico è sempre più presente tra le donne, diventando il quarto tumore più frequente tra gli ultrasettantenni.
Il tumore al pancreas è più comune tra i 50 e gli 80 anni, risultando raro nei giovani sotto i 40, sebbene negli ultimi anni sia aumentata l’incidenza tra adolescenti e giovani adulti.
Il principale fattore di rischio modificabile è il fumo di sigaretta, la cui cessazione a qualsiasi età riduce significativamente la probabilità di sviluppare la malattia. Altri fattori includono consumo eccessivo di alcol, sedentarietà, esposizione a solventi industriali o derivati del petrolio, obesità e diete ricche di grassi e proteine animali. Al contrario, frutta e verdura sembrano avere un effetto protettivo. Un ruolo importante hanno anche i fattori genetici e familiari: mutazioni ereditarie come quelle dei geni BRCA2, sindrome di Peutz-Jeghers, pancreatite ereditaria o sindrome di Lynch aumentano il rischio. Circa il 10% dei pazienti presenta una familiarità per tumori al pancreas, al colon-retto o alla mammella. Altri fattori sono il diabete mellito, la pancreatite cronica e una pregressa gastrectomia.
Uno dei problemi principali del tumore del pancreas è la sua diagnosi tardiva. Nelle fasi iniziali, la malattia è spesso asintomatica o i sintomi sono vaghi e facilmente attribuibili ad altre condizioni: perdita di appetito, lieve dolore addominale o affaticamento. Sintomi più chiari compaiono quando il tumore cresce o ostruisce i dotti biliari: ittero (colorazione gialla della pelle e degli occhi), dolore alla parte superiore dell’addome o alla schiena, nausea, vomito, perdita di peso e, talvolta, comparsa o peggioramento del diabete. Non esistono programmi di screening di massa per la popolazione generale; gli esami diagnostici vengono generalmente eseguiti solo quando ci sono sospetti clinici o in soggetti con predisposizione ereditaria. L’anatomia profonda del pancreas e la sua vicinanza a vasi e organi importanti rendono la diagnosi precoce estremamente difficile.
Il percorso terapeutico dipende dallo stadio della malattia. Solo circa il 20% dei pazienti viene diagnosticato quando il tumore è ancora localizzato, consentendo un intervento chirurgico potenzialmente curativo. La chirurgia è spesso associata alla chemioterapia, mentre più recentemente sono stati approvati farmaci a bersaglio molecolare, che mirano a specifiche alterazioni genetiche della neoplasia. Nonostante i progressi, i trattamenti disponibili spesso non sono risolutivi, ma possono migliorare sia la sopravvivenza sia la qualità della vita dei pazienti.
La promettente ricerca spagnola
Negli scorsi mesi, ha fatto il giro del mondo una promettente ricerca spagnola, pubblicata sulla rivista Pnas, guidata da Mariano Barbacid del CNIO, che ha ottenuto risultati eccezionali contro il tumore al pancreas nei topi, eliminando il tumore con una terapia combinata di tre farmaci, con risposte stabili e bassa tossicità. Sebbene si tratti ancora di studi preclinici, questi risultati aprono la strada a possibili terapie combinate in futuro. Gli autori sottolineano però che il passaggio alla sperimentazione clinica sull’uomo richiederà ancora anni, e che il percorso per ottimizzare la terapia sarà complesso. "Il percorso per ottimizzare la terapia a tripla combinazione qui descritta per l'uso in ambito clinico non sarà facile", ha spiegato Barbacid, aggiungendo fiducioso che “nonostante le attuali limitazioni, questi risultati potrebbero aprire la strada a nuove opzioni terapeutiche per migliorare l'esito clinico dei pazienti con adenocarcinoma duttale pancreatico in un futuro non troppo lontano".
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