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Vittoria dei precari della scuola. Abuso di contratti a termine: ora il Ministero dovrà risarcire

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10.03.2026

Due sentenze del Tribunale di Prato riaccendono i riflettori sul tema del precariato

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Prato, 10 marzo 2026 – Due sentenze del Tribunale di Prato riaccendono i riflettori sul tema del precariato nella scuola. In entrambi i casi il giudice ha riconosciuto l’abuso nella reiterazione dei contratti a tempo determinato oltre il limite previsto dalla legge e ha condannato il ministero dell’Istruzione e del Merito a risarcire i lavoratori coinvolti. Le decisioni riguardano un assistente tecnico e una docente di religione, entrambi seguiti dalla Uil Scuola di Prato. Al centro delle cause c’è la pratica, più volte contestata dai sindacati, di rinnovare per anni contratti a termine senza bandire i concorsi triennali previsti dalla normativa.

La sentenza, depositata il 5 marzo riguarda un assistente tecnico che per diversi anni ha lavorato con contratti a tempo determinato. Il tribunale ha accertato che il Ministero ha superato il limite delle tre annualità previsto dalla legge senza attivare le procedure concorsuali necessarie. Per questo il giudice ha riconosciuto l’abuso nella reiterazione e ha condannato l’amministrazione a pagare al lavoratore un’indennità pari a sei mensilità dell’ultima retribuzione utile per il calcolo del trattamento di fine rapporto, oltre agli accessori di legge. Il ministero dovrà inoltre rimborsare le spese legali, quantificate in circa 3.689 euro oltre oneri. Analoga la conclusione della causa relativa a una docente di religione. Con sentenza del 27 febbraio il Tribunale di Prato ha accolto il ricorso, accertando anche in questo caso l’abusiva reiterazione dei contratti a tempo determinato oltre il limite delle tre annualità. Il giudice ha condannato il Ministero al pagamento di un risarcimento pari a cinque mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, oltre interessi e rivalutazione a partire dal primo settembre 2020.

Le due decisioni ribadiscono un principio già affermato da diverse pronunce: il personale con contratti a tempo determinato non può essere penalizzato rispetto ai colleghi di ruolo e, in caso di abuso nella successione dei contratti, ha diritto a un risarcimento. Dalla Uil Scuola di Prato fanno sapere “che continueranno a sostenere le azioni legali dei lavoratori precari. Il ricorso, ricordano dal sindacato, è gratuito per gli iscritti o per chi decide di iscriversi alla sigla”. Un segnale che il contenzioso sul precariato scolastico è tutt’altro che chiuso.

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