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Remigrazione, il vescovo condanna: “No a concetti xenofobi. Il futuro è insieme, serve collaborazione”

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07.03.2026

Il vescovo Giovanni Nerbini

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Prato, 7 marzo 2026 – “Parole come ’remigrazione’ e ’riconquista’ suscitano una certa inquietudine”. Il vescovo Giovanni Nerbini interviene con un commento sulla manifestazione nazionale ’Remigrazione e Riconquista’ in programma oggi a Prato, città scelta come prima tappa toscana. Il 7 marzo per Prato non è solo una data sul calendario. È il giorno in cui la città ricorda i 133 lavoratori deportati nel 1944, una ferita ancora viva nella memoria collettiva. “Ho letto con attenzione le proposte contenute nel manifesto politico che è alla base della manifestazione nazionale in programma sabato 7 marzo, in città - dice il vescovo -. Si vuole introdurre l’istituto della remigrazione con l’obiettivo di recuperare sovranità e identità nazionali, alla base c’è dunque un chiaro intento di autodifesa, di concezione di un mondo fermo, statico, nel quale i flussi migratori vanno ostacolati e osteggiati. Il termine ’riconquista’, indicato esplicitamente tra i temi della mobilitazione convocata nella nostra città, è sintomo di una mentalità non solo chiusa ma dichiaratamente xenofoba”. Nerbini invita alla riflessione comunicando l’adesione della Diocesi alla contro-iniziativa in piazza delle Carceri: “Di fronte a questo non possiamo restare in silenzio, come cristiani e come cittadini. Papa Francesco nell’enciclica Fratelli tutti ci ricorda che ’una persona e un popolo sono fecondi solo se sanno integrare creativamente dentro di sé l’apertura agli altri’. Quando sono il sentimento della paura e l’atteggiamento di chiusura a farci affrontare e comprendere la realtà la conseguenza non può che essere l’intolleranza e il passo successivo è per forza di cose il razzismo”.

La Diocesi di Prato sarà presente alla manifestazione indetta in piazza delle Carceri con il direttore della Pastorale sociale e del lavoro Fulvio Barni. Dalle 16 alle 18.30 in piazza delle Carceri si alterneranno interventi e momenti di musica. Ci saranno le comunità migranti del territorio, associazioni come Anpi, Aned, il Museo della Resistenza e della Deportazione di Figline, sindacati, Arci, è atteso anche il presidente della Regione.

Su Toscana Oggi – La Voce di Prato il direttore della Caritas diocesana don Enzo Pacini ha scritto un commento al riguardo, sottolineando come “risolvere il problema della migrazione una volta per tutte è semplicemente miope, perché è una realtà strutturale del nostro tempo”. La Chiesa di Prato – insieme a quella universale – continua a ritenere “la necessità di costruire insieme un mondo nuovo e per farlo non servono contrapposizioni – noi e loro – ma collaborazione. Su questo la Parola di Dio, alla quale dobbiamo sempre ritornare, si esprime con molta chiarezza: ’Chi non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede’ (1 Gv 4,20)”.

“Come ha scritto don Enzo - conclude Nerbini -, anche io credo che il miglior esempio di convivenza ci arrivi dalle nostre scuole, ambienti profetici nei quali l’integrazione non è una teoria, ma una pratica quotidiana. Auspichiamo che le manifestazioni in programma domani si svolgano in modo pacifico e con grande rispetto, pur nella differenza di idee e opinioni”.

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