L’esercito dei nuovi. Oltre tremila ragazzi
Il nuovo palazzetto in costruzione nel polo scolastico di San Paolo in attesa dell’apertura
La tanto attesa apertura della palestra del polo di San Paolo, in stallo da anni, potrebbe trasformarsi in un problema per l’istituto Marconi. Sembra un assurdo ma non lo è. In teoria, la nuova struttura dovrebbe rappresentare un arricchimento per gli studenti e per l’offerta sportiva del polo scolastico, ma in realtà rischia di mettere in crisi la gestione degli spazi già stretti. "Assurdo", ammette il dirigente scolastico Paolo Cipriani. "A settembre avrò quattro classi in più, cosa che aggrava il problema delle sezioni che non hanno un’aula fissa".
Il nodo è semplice: la scuola, negli ultimi tre anni, è passata da 600 a oltre 1100 alunni, con un incremento importante che ha messo a dura prova la disponibilità di aule. Per salvare il salvabile, Cipriani ha attivato un’idea originale e funzionale: l’educazione motoria potenziata, con quattro ore settimanali di educazione fisica per ciascuna classe. In assenza della palestra interna, gli studenti svolgono le attività in via Roma, liberando ogni mattina sei aule per la didattica. Un equilibrio fragile, che rischia di saltare con l’apertura della nuova palestra.
"Per me è un problema – conferma Cipriani – perché ogni mattina sei classi sono fuori per educazione fisica in via Roma, e questo mi permette di avere aule sufficienti per tutti gli altri studenti. Quando la palestra sarà a portata di mano, questo meccanismo non funzionerà più. Alcune sezioni hanno già il limite di alunni, impossibile pensare di accorparle".
La situazione diventa ancora più complessa considerando le sei sezioni che, finora, svolgono l’attività fisica in palestra esterna: "Se anche queste dovessero fare lezione in aula, non saprei dove mettere gli studenti", spiega il dirigente.
La questione riflette un paradosso che a Prato non è nuovo: la mancanza cronica di aule si somma a situazioni complesse come quelle del liceo Livi-Brunelleschi, da anni diviso su sette diversi plessi in due comuni differenti. In questo contesto, l’apertura di un nuovo palazzetto dello sport – che dovrebbe essere una buona notizia – rischia di trasformarsi in una criticità logistica per la gestione delle classi e degli spazi.
Al Marconi, quindi, si lavora quotidianamente per trovare soluzioni creative alla carenza di aule, mentre la scuola cresce e gli studenti aumentano grazie all’offerta formativa. La palestra, che per anni è stata desiderata, si profila come un elemento che può migliorare la didattica e la formazione sportiva, ma allo stesso tempo mette in evidenza l’urgenza di interventi strutturali più ampi: aule aggiuntive e spazi adeguati diventano una priorità per garantire che l’incremento delle iscrizioni non comprometta la qualità dell’insegnamento.
La soluzione è attesa e il dirigente Cipriani sottolinea l’urgenza: trovare un equilibrio tra nuove opportunità e limiti fisici dell’edificio diventa fondamentale per affrontare il prossimo anno scolastico senza rischi per la didattica. La soluzione spetta alla Provincia che ha la gestione delle scuole superiori e quindi la responsabilità.
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