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Capecchi ha chiesto le primarie. Ma per ora è solo “attesa indefinita”

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02.03.2026

L’incontro voluto dal professor Giovanni Capecchi sabato pomeriggio, 28 febbraio nella sala del convento di San Domenico (Foto di Luca Castellani)

Pistoia, 2 marzo 2026 – Per la maggioranza della segreteria comunale del Partito Democratico, che lunedì scorso ha ufficialmente lanciato la candidatura di Stefania Nesi da proporre al tavolo di coalizione, non è possibile, adesso, far finta che non sia successo niente sabato pomeriggio, 28 febbraio, all’assemblea pubblica convocata da Giovanni Capecchi nel convento di San Domenico. Una linea chiara lanciata di fronte a oltre quattrocento persone: portare all’assemblea stessa, che oramai da tempo non si riunisce, la proposta di primarie per il “campo largo” fra i due candidati al momento sul piatto: Capecchi e Nesi. E se subito dopo la fine dell’incontro voluto dallo stesso professore dell’Università per stranieri di Perugia dove erano presenti pochissimi dirigenti di partito (non solo di Avs, ma anche del Pd e tra questi Agostino Fragai e Simona Querci, oltre al dimissionario segretario comunale Massimo Vannuccini), e tantissime persone comuni, si era diffusa la voce che già oggi (lunedì) fosse tutto pronto per riunire il tavolo della coalizione, la realtà è diversa.

Ci sarà da attendere e, come si dice all’interno dello stesso centrosinistra, perdendo ulteriormente giorni di campagna elettorale, visto che la data delle elezioni di maggio si avvicina sempre di più. Il quadro è pressoché stabilito: tutti i partiti hanno chiesto di incontrarsi urgentemente per mettere in votazione la strada maestra, o primarie o forzare su un nome solo che, al momento, in ogni caso sarebbe divisivo.

Il problema è il Pd stesso: le dimissioni di Massimo Vannuccini sono irrevocabili, già consegnate sia al provinciale che al regionale quindi, nella sostanza, non c’è nessuno in “carica” che può far partire la convocazione. Lo potrà fare il segretario provinciale Marco Mazzanti che, fra le altre cose, aveva dato il suo ok alla candidatura di Capecchi? Su questo c’è titubanza. Lo può fare uno dei “big” del partito, ovvero Marco Furfaro o Bernard Dika? Si tratterebbe di una nuova ingerenza dall’esterno.

Ecco perché, prima di tutto, dovrà essere il Pd stesso a trovare la sintesi fra un “traghettatore” oppure riconvocare a brevissimo la segreteria comunale, ovvero nell’arco di pochi giorni, per dare incarico a qualche esponente di essere presente al fianco degli alleati. Anche perché, se davvero dovessero essere primarie, non si potrà andare certo dopo Pasqua e, quindi, la data obbligata sarebbe quella di domenica 29 marzo, praticamente domani. Gli altri partiti pressano il Pd stesso perché vogliono arrivare a una soluzione finale per poi mettersi al lavoro, ma le correnti e le lacerazioni interne sembrano, ad oggi, farla ancora da padrone.

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