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Cinque schiaffi in riva al lago. Bocciata squadra e allenatore. I nerazzurri in gara per sette minuti

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La rete di Diao ad inizio match è l’antifona di una goleada. Una partita senza una vera storia

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di Saverio BargagnaPISAPisa a Como, breve storia triste. Il match in riva al lago si spegne in una manciata di minuti: divario evidente e poco altro da aggiungere se non l’ennesimo carico di amarezze per città e tifosi. Una manifesta superiorità che culmina con un sonoro cinque a zero. Inutile, peraltro, anche parlare di classifica: la Cremonese, prima delle salve, dista nove lunghezze, pari all’esatta metà dei punti conquistati in un’intera stagione. Più che a Como, un Pisa in... coma.

Le scelte di Hiljemark sorprendono e si rivelano sbagliate: in difesa il ritorno di Albiol dal primo minuto dirotta Caracciolo sul centrodestra, mentre a centrocampo la novità è Akinsanmiro in cerniera mediana con Loyola e Hojholt. In attacco inizialmente "bocciati" sia Stoijlkovic che Meister: Tramoni è il solo sostegno di Moreo. Sette minuti e proprio Moreo si rende protagonista di un disimpegno errato sulla trequarti nerazzurra, che apre un’autostrada per Diao: il giovane spagnolo segna con relativa facilità di fronte agli occhi del patron Alex Knaster. Il Como fa il match, il Pisa ha una discreta chance con Tramoni, ma capitola alla mezzora, vittima della zampata di Douvikas che si infila fra Albiol e Caracciolo. Il match di pranzo è già finito, durato meno di un piatto di pasta e una coscia di pollo: i nerazzurri si arrendono e il Como fa quello che vuole.

Nella ripresa dentro Meister per Akinsanmiro per un Pisa più offensivo, le cui pretese si gelano dopo tre minuti: quanto basta a Baturina per seminare il panico e segnare di precisione. Ai nerazzurri poi gira tutto malissimo, compresi i due gol segnati (prima Meister e poi Stoijlkovic), entrambi annullati per fuorigioco. Il finale è sportivamente drammatico: poker di Nico Paz e cinquina di Perrone. Ciò che sconcerta è ritenere inevitabile questo destino oppure "normale" un simile esito. E’ vero, stavolta il Pisa aveva davanti un super Como, ma la Serie A è questa e questi sono gli avversari. Bocciati, anzi bocciatissimi tutti i “nuovi” (allenatore compreso) e anche la vecchia guardia non può - ogni volta – compiere il miracolo.

E ora? Stop per le nazionali e nerazzurri in campo la domenica di Pasqua: appuntamento all’Arena col Torino per un rush finale dove, prendendo in prestito le parole di Calabresi, l’unica cosa da salvare (non certo in questo modo) è quel che resta dell’orgoglio.

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