Perugia sarà l’ospedale di riferimento. Ma la partita-sanità non è ancora chiusa
I capigruppo di minoranza Marco Cannoni e Lucia Fatichenti con il sindaco di Città della Pieve: partecipazione unitaria all’incontro in Regione
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Impegni precisi al ritorna dal vertice in Regione per Città della Pieve : il Santa Maria della Misericordia di Perugia diventa ufficialmente l’ospedale di riferimento per il territorio, sostituendo quello di Città di Castello e ponendo fine ai lunghi spostamenti dei pazienti verso il nord dell’Umbria. È questo il primo risultato tangibile dell’incontro svoltosi mercoledì tra la presidente della Regione Stefania Proietti, il sindaco Fausto Risini, i capigruppo di minoranza Marco Cannoni e Lucia Fatichenti, il consigliere regionale Cristian Betti e il direttore generale dell’Usl 1, Emanuele Ciotti.
Oltre al cambio del presidio ospedaliero, la Regione ha confermato l’attivazione in tempi brevi di tutti i servizi previsti per la Casa di comunità (Hub) e l’impegno a utilizzare i 20 posti letto della struttura pievese, che saranno destinati al centro protesi o ad altre attività sanitarie previo approfondimento tecnico. La delegazione pievese, espressione unitaria di tutto il Consiglio comunale, ha però ribadito che la partita non è chiusa. Restano sul tavolo le richieste per il ripristino immediato del medico h24 sulla postazione del 118 e la piena operatività del Poliambulatorio e del Centro di Salute Mentale.
Fondamentale, per il futuro del presidio, resta il progetto del Centro per protesi articolari con Pronto soccorso h24: una struttura che, anche attraverso modelli gestionali misti, punta ad abbattere la mobilità passiva e a garantire stabilità economica al distretto. "Ci siamo presentati in Regione con una posizione chiara e condivisa – hanno dichiarato il Sindaco e i due Capigruppo al termine dell’incontro – perché la salute dei nostri cittadini non ha colore politico. La presenza congiunta dei Gruppi consiliari testimonia la maturità istituzionale di questo Consiglio comunale e la volontà di difendere insieme il diritto alla salute della nostra comunità".
I rappresentanti pievesi hanno rimarcato il peso dei disagi degli ultimi anni: "Come cittadini ci siamo sentiti fin troppo spesso inascoltati e costretti a fare giri immensi e sacrifici per ottenere servizi che altrove sono garantiti: per questo oggi abbiamo portato in Regione non solo richieste tecniche, ma la voce e la dignità di un intero territorio. Continueremo a vigilare, con determinazione e senso di responsabilità, affinché agli impegni seguano atti concreti".
L’amministrazione comunale manterrà un canale di confronto costante con la direzione sanitaria regionale per monitorare l’avanzamento delle istanze presentate, confermando che "la tutela dei servizi sanitari territoriali resta una priorità assoluta dell’azione amministrativa".
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