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“Niente paura, ma tornare è un problema. Noi, bloccati in Sri Lanka. Proviamo a organizzare un jet privato”

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07.03.2026

Clio Semplici e il marito Michele Vitaliano, coppia di Firenze bloccata in Sri Lanka per la guerra

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Firenze, 7 marzo 2026 – Sono tredici i fiorentini bloccati nello Sri Lanka che hanno scritto alla prefettura chiedendo un aiuto per rientrare in Italia, dopo che le difficoltà nei collegamenti aerei internazionali a causa della guerra in Medio Oriente hanno di fatto congelato i voli previsti per il ritorno. Tra loro ci sono anche Clio Semplici e il marito Michele Vitaliano, giovane coppia di Firenze partita per una vacanza e ora in attesa di capire come tornare a casa. Il loro volo è previsto per il 9 marzo ma con ogni probabilità verrà cancellato. Nel frattempo la situazione resta incerta e le informazioni scarse.

“Di italiani qui ce ne sono tanti, nel gruppo di coordinamento siamo già più di duecento – raccontano –. Noi stiamo benissimo, lo Sri Lanka è un paradiso, non abbiamo paura. L’unico problema è capire come tornare”.

Prezzi da capogiro: fino a 1.500 euro a testa

I connazionali presenti nel Paese si sono organizzati attraverso una chat per cercare soluzioni alternative, ma al momento non ci sono voli disponibili e i prezzi sono schizzati alle stelle. “Fino al 15 marzo – spiegano – sembra che non possano ripartire voli regolari e anche nel caso ne trovassimo uno si parla di cifre assurde: 1.500 euro a testa. Noi potremmo anche organizzarci e restare ancora qualche giorno, ma non possiamo rimanere all’infinito. C’è chi deve tornare al lavoro e ci sono famiglie con quattro persone, stare qui ha un costo. Paghiamo tutto di tasca nostra”.

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La lettera alla prefettura, la Pec al ministero degli Esteri

Per questo i tredici fiorentini hanno deciso di scrivere alla prefettura chiedendo di attivarsi per trovare una soluzione. Nella lettera spiegano che “a causa delle attuali difficoltà nei collegamenti aerei internazionali legate alla situazione internazionale della guerra del Golfo, al momento non è possibile effettuare il rientro secondo il programma previsto”. I viaggiatori hanno già inviato una segnalazione via Pec al ministero degli Affari Esteri, all’unità di crisi della Farnesina e all’ambasciata italiana a Colombo, senza però ricevere risposte. “Abbiamo verificato anche possibili voli alternativi ma non risultano soluzioni praticabili nei prossimi giorni”, scrivono.

L’opzione jet privato. L’obiettivo è solo uno: tornare a casa

Nel frattempo tra gli italiani presenti nello Sri Lanka è nato un gruppo di coordinamento per condividere informazioni e cercare strade comuni per il rientro. “Siamo disponibili anche a sostenere eventuali costi necessari per organizzare il viaggio – spiegano nella lettera – ma chiediamo che venga valutata una soluzione di rimpatrio o almeno un supporto logistico”. Tra le ipotesi che stanno circolando c’è anche quella di organizzare un volo privato insieme ad altri turisti europei. “Una ragazza belga sta provando a organizzare un jet privato – raccontano ancora –. Ci stiamo muovendo in tutti i modi possibili”. L’obiettivo resta uno solo: tornare a casa. “Non vediamo l’ora di rientrare a Firenze – dicono –. Qui stiamo bene, ma vogliamo sapere come ripartire”.

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