L’ex poligono diventa ristorante. Tutto pronto per il ‘Tiro a Segno’, sarà a conduzione familiare
Brajan Zeka è il gestore del nuovo locale ad Arcidosso. Il ristorante Tiro a segno nasce in un luogo storico, dove in passato c’era proprio il campo di tiro a segno
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Arcidosso, 7 marzo 2026 – Un luogo della memoria cittadina torna a vivere con una nuova attività. Oggi apre le porte il ristorante “Il Tiro a Segno”, nei locali che per circa mezzo secolo hanno segnato una piccola ma significativa pagina della storia di Arcidosso. L’edificio, noto come Poligono del Tiro a Segno, fu costruito tra il 1884 e il 1890 nell’area dell’attuale via Roma, ai piedi della salita vicino a quello che oggi è il Parco Donatori del Sangue. Si tratta di un fabbricato rettangolare, con tre stanze e un porticato, che nacque per ospitare le attività della Società di Tiro a Segno Nazionale, la prima istituita in Provincia. Proprio qui, alla fine dell’Ottocento, prese forma una delle prime esperienze sportive organizzate del territorio. Il primo presidente fu Ugo Barbini, allora segretario comunale.
Negli anni Venti e Trenta del secolo scorso il poligono era molto frequentato: i cittadini di Arcidosso partecipavano con entusiasmo alle gare di tiro, distinguendosi anche in competizioni ufficiali. La storia del luogo attraversa però anche le vicende più difficili del Novecento. Con la Seconda guerra mondiale la società venne sciolta e l’edificio cambiò più volte funzione. Nel dopoguerra fu utilizzato anche per il tiro al piattello, poi divenne deposito comunale e ospitò perfino una scuola professionale.
Una nuova vita arrivò negli anni Ottanta, quando i locali vennero trasformati in ristorante. Molti arcidossini ricordano ancora lo “Zio Emilio”, il primo ristorante che si insediò nello stabile e che per anni fu un punto di ritrovo molto frequentato. Oggi quel percorso riparte con una nuova gestione e con un nome che richiama direttamente la storia del luogo.
L’idea di chiamare il locale “Il Tiro a Segno” è stata suggerita da Giulio Mazzarelli, cittadino molto attivo nella vita della comunità arcidossina, che ha voluto così recuperare e valorizzare la memoria dell’antico poligono. Il ristorante è gestito da Brajan Zeka, che porterà avanti l’attività insieme alla propria famiglia. Una scelta precisa: puntare su una conduzione familiare, nel solco di una tradizione molto radicata nei piccoli centri, dove il ristorante diventa anche luogo di incontro e socialità. In cucina, spiegano i nuovi titolari, protagonista sarà soprattutto il pesce, con l’obiettivo di proporre prodotti di qualità anche in un territorio di montagna come quello amiatino.
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