Il territorio si compatta e la politica resta divisa: "La colpa? E’ degli altri"
La manifestazione ha messo insieme tutte le categorie e i sindacati: ma l’unità finisce qui. Simiani (Pd): "Ritardi del governo". Rossi: "No, il problema è la burocrazia lenta".
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Il territorio si compatta, la politica, nel profondo, resta divisa. La manifestazione ’Aurelia Sicura’, andata in scena ieri tra Capalbio e il confine laziale, ha segnato un punto di svolta sul piano locale, ma ha anche riacceso il confronto tra maggioranza e opposizione sul futuro del Corridoio Tirrenico. Alla mobilitazione hanno preso parte parlamentari, in prima fila i deputati Marco Simiani (Pd) e Fabrizio Rossi (FdI), insieme ai consiglieri regionali Lidia Bai (Pd) e Luca Minucci (FdI) e alla presidente della Provincia di Livorno. Se l’obiettivo condiviso resta la messa in sicurezza dell’Aurelia, le responsabilità dei ritardi dividono nettamente gli schieramenti.
Dal Partito Democratico l’attacco è frontale. "Dopo oltre tre anni e mezzo di governo – accusa Simiani – il ministero delle Infrastrutture ammette di non aver ancora quantificato i costi per il passaggio da Sat ad Anas, deciso nel 2022. Questo significa che la procedura è stata rallentata e che si rischia di perdere risorse già stanziate".
Per il capogruppo dem in Commissione Ambiente, il segnale arrivato dalla manifestazione è inequivocabile: "Basta promesse e slogan. Dal territorio arriva una richiesta chiara: rifinanziare l’ammodernamento e la messa in sicurezza della strada, con tempi certi. Ora attendiamo una presa di posizione netta del governo e del ministro Salvini".
Di segno diverso la lettura del deputato di Fratelli d’Italia Rossi, che sposta l’attenzione sulle criticità tecniche e amministrative. "Il Corridoio Tirrenico è un’opera strategica nazionale – sottolinea – ma resta incompleto nel tratto costiero. A Capalbio abbiamo una strada con una corsia per senso di marcia, incroci a raso e un tasso di incidentalità tra i più alti d’Italia". Secondo Rossi, però, il nodo non è più politico: "Il ministero si è mosso. Oggi il problema è l’impasse tra Sat e Anas, che va risolta al più presto. I progetti ci sono, alcuni lotti, come quello tra Ansedonia e il confine laziale, sono già cantierabili".
Il punto, insiste il parlamentare, è accelerare. "Bisogna definire i passaggi progettuali, trovare le risorse e soprattutto abbattere i tempi della burocrazia. Su questo mi sono attivato direttamente con Anas".
Nel dibattito entra anche la voce dei sindacati, che riportano la questione su un piano più concreto. "Qui si rivendica un diritto fondamentale – spiega Simone Gobbi (Cisl) –: la sicurezza di cittadini e lavoratori che ogni giorno percorrono questa strada. È una responsabilità che la politica, tutta, deve assumersi". Al di là delle contrapposizioni, la giornata di ieri ha comunque segnato un passaggio chiaro: sul territorio non c’è più spazio per divisioni. La richiesta è una sola, condivisa trasversalmente: intervenire subito su uno dei tratti più pericolosi della statale Aurelia.
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