Agricoltura bio, riconoscimento per il distretto Territorio fiorentino
Firenze, 17 marzo 2026 - Presentato ufficialmente il distretto biologico del Territorio fiorentino, il 13/o della Toscana, che si conferma una delle regioni leader del settore con il 42% della superficie agricola utilizzata coltivata con metodi bio, 76 comuni interessati e 5214 aziende coinvolte. Adesso l'accordo sarà trasmesso al ministero dell'Agricoltura per ottenere il riconoscimento formale. Distretto composto da 95 aziende agricole e oltre 1.000 ettari nei comuni di Firenze, Signa, Lastra a Signa e Scandicci (dove avrà sede), progetto sostenuto dalla Fondazione Cr Firenze e il coordinamento della rete Semi rurali, ente nazionale del terzo settore composto da 40 associazioni. Il nuovo distretto "dice a tutto il mondo che la Toscana ha investito davvero in maniera robusta sul biologico", commenta l'assessore all'agricoltura Leonardo Marras che sottolinea "il contributo che l'agricoltura può dare alla lotta ai cambiamenti climatici". Per Marras "i distretti bio sono strumenti fondamentali per promuovere modelli di sviluppo sostenibile, capaci di valorizzare le produzioni locali, tutelare l'ambiente e creare nuove opportunità per le imprese agricole". "Siamo sempre propensi a pensare che Firenze sia una città" priva di una "dimensione agricola", spiega la vicesindaca Paola Galgani, invece "vediamo già l'adesione di 36 aziende, una realtà importante, che si inserisce in una idea di territorio", che si misura anche con "la creazione del distretto". Distretto che, evidenzia la sindaca di Scandicci Claudia Sereni, "è uno strumento concreto per mettere in rete competenze, esperienze e opportunità, favorendo nuove progettualità e sostenendo il lavoro delle aziende agricole che contribuiscono a mantenere vivo e curato il territorio". Per Maria Oliva Scaramuzzi, vicepresidente di Fondazione Cr Firenze "il distretto non è un punto di arrivo", bensì "un inizio importante con obiettivi ambiziosi". Secondo il governatore Eugenio Giani la Toscana conferma "il ruolo di leader a livello nazionale per la presenza di Distretti biologici. In questa iniziativa si manifesta il valore aggiunto del territorio che riesce a creare una sinergia tra Comuni, agricoltori e comunità locali, facendone un perno per le politiche condivise su base territoriale e regionale".
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