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Stipendi in Toscana, quanto si guadagna nella regione

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19.03.2026

Stipendio dei toscani sotto la media nazionale

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Firenze, 19 marzo 2026 – In Toscana nel 2025 la retribuzione annua lorda media, Ral, si attesta a 31.931 euro, mentre la retribuzione globale annua, Rga, raggiunge i 32.515 euro. Dati che collocano la regione al decimo posto in Italia, sotto la media nazionale di 32.991 euro di Ral e 33.798 euro di Rga, ma sopra tutte le altre regioni del Centro e dell’intero Mezzogiorno. È quanto emerge dal JP Salary Outlook 2026 dell’osservatorio JobPricing, che fotografa una Toscana in posizione intermedia: lontana dalle regioni più ricche, guidate dalla Lombardia con oltre 35mila euro, ma comunque più solida rispetto a Marche e Umbria.

La Ral rappresenta lo stipendio fisso annuo, mentre la Rga include anche componenti variabili come premi, bonus e incentivi. In Toscana lo scarto tra le due – 2.660 euro lordi al mese contro 2.709 – è contenuto, segno che la componente variabile incide ancora poco rispetto ad altre aree del Paese.

Crescita nel 2025, ma il recupero resta limitato

Nel periodo 2024-2025 la Toscana registra un aumento delle retribuzioni del 3%. Un andamento in linea con il quadro nazionale, che per il secondo anno consecutivo vede i salari crescere più dell’inflazione, permettendo un recupero del potere d’acquisto. Sul lungo periodo, però, il saldo resta negativo, in quanto dal 2015 gli stipendi sono aumentati di circa il 15%, ma meno dell’inflazione.

Operai e impiegati guidano gli aumenti

Analizzando le diverse categorie professionali emerge che  gli stipendi dei dirigenti restano i pù alti, con oltre 106mila euro di Ral, anche se registrano un lieve calo (-1,4%) nell’ultimo anno. I quadri si attestano intorno ai 57mila euro, con una dinamica sostanzialmente stabile.

A trainare la crescita sono invece impiegati e operai: i primi raggiungono i 34.342 euro con un +3,3% di Ral nell'ultimo anno e un +15,2% nel decennio 2015-2025, mentre gli operai, con una Ral media di 27.937 euro, sono quelli che registrano la crescita più forte nel lungo periodo (+16,7%).

I settori più pagati e quelli in difficoltà

Sebbene il report non entri nel dettaglio settoriale regionale, i dati nazionali  evidenziano forti differenze tra comparti. I salari più elevati si registrano nei servizi finanziari, nell’ingegneria, nelle telecomunicazioni e nel farmaceutico, settori ad alta specializzazione e con una maggiore presenza di dirigenti e quadri.

All’opposto, agricoltura, edilizia e commercio restano i comparti meno retribuiti, caratterizzati da una prevalenza di operai e professionalità meno qualificate.

Toscana a metà tra Nord e Sud

Le differenze territoriali restano marcate. Il Nord continua a guidare la classifica con un vantaggio medio di circa 4.400 euro rispetto al Sud. In questo contesto la Toscana si conferma una regione “di mezzo”: distante dalle aree più dinamiche, ma ancora lontana dalle criticità del Mezzogiorno. A livello internazionale, l’Italia continua a collocarsi nelle ultime posizioni dell’Ocse per crescita salariale e perdita di potere d’acquisto. Il paese si posiziona al 23esimo posto su 34 per livello di salario medio annuo, mentre la differenza tra i più pagati e i meno pagati resta significativa: un amministratore delegato tra i più pagati guadagna 8,8 volte più di un operaio tra i meno pagati.

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