Pasqua e Pasquetta, è sciopero del commercio. I sindacati: “Lavorare nei festivi non è obbligatorio”
Pasqua e Pasquetta, è sciopero del commercio (foto archivio Getty Images)
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Firenze, 2 aprile 2026 – Pasqua e Pasquetta all’insegna della protesta nel commercio. Anche per le festività del 2026, Filcams Cgil Toscana e Uiltucs Toscana hanno proclamato sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori di negozi ed esercizi commerciali.
Una mobilitazione che punta a rimettere al centro il significato delle giornate festive, troppo spesso, secondo i sindacati, svuotate da un modello basato sul consumo continuo e sull’apertura generalizzata delle attività.
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Necessità di tutelare il diritto al riposo
“La festa è il tempo per stare insieme, per fermarsi e per dare spazio a ciò che conta davvero”, sottolineano Filcams e Uiltucs, ribadendo la necessità di tutelare il diritto al riposo e alla vita privata.
Alla base della protesta c’è anche una riflessione più ampia sul settore, segnato negli ultimi anni dalle liberalizzazioni e da un progressivo indebolimento delle tutele. Filcams Cgil e Uiltucs chiedono un cambio di rotta che metta al centro qualità del lavoro, benessere delle persone e rispetto della salute e della sicurezza.
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I sindacati: “Nessun lavoro può essere costretto a lavorare”
I sindacati ricordano inoltre che la prestazione lavorativa nelle festività civili e religiose non è obbligatoria. Come stabilito da sentenze e dal Contratto collettivo nazionale, nessun lavoratore può essere costretto a lavorare senza il proprio consenso.
“È il momento di liberare il tempo delle persone dalla logica del consumismo e restituire valore alle festività, rendendole davvero un diritto per tutte e tutti”, concludono Filcams Cgil Toscana e Uiltucs Toscana.
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