Furbetti del cartellino, perché il tribunale non ha dato ragione alla lavoratrice fiorentina. Dai richiami alle multe, ecco come funziona
La macchinetta segnatempo (Immagine di repertorio)
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Firenze, 12 agosto 2026 – C’è chi timbra il cartellino e poi esce dall’ufficio, chi affida il badge a un collega e chi inserisce manualmente orari diversi da quelli effettivamente svolti. Il caso più eclatante avvenuto in Toscana risale al 2018, quando a Massa Carrara furono indagati 70 dipendenti pubblici della Provincia e del Genio civile, di cui 26 furono poi messi agli arresti domiciliari. L’inchiesta contestava circa 5mila episodi di assenteismo in due anni, per un totale di 2.600 ore. Alcuni lavoratori, secondo l’accusa, sarebbero usciti per andare al mercato o in chiesa, accompagnare i figli a scuola oppure lavorare nelle attività di famiglia.
A Firenze un funzionario della Regione Toscana, licenziato nel 2017 perché aveva timbrato durante la pausa pranzo alla mensa dell’ente anziché nella sede di servizio, è stato successivamente reintegrato dal giudice del lavoro e assolto dall’accusa di truffa.
Timbrature anomale e soldi........
