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La lastra d’oro accanto al corpo: delitto Lassi, lo studio al centro del caso. Qui si trattavano i preziosi

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01.03.2026

Francesco Lassi, ucciso a coltellate nel suo ufficio

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Livorno, 1 marzo 2026 – Prosegue il lavoro degli investigatori della Squadra mobile di Livorno (diretta da Riccardo Signorelli), per fare piena luce sull’uccisione dell’agente di commercio e immobiliare di Pistoia, Francesco Lassi, colpito al torace dalle coltellate inferte da Luigi Amirante, in una stanza dello studio dei commercialisti Galli e Ruscelli di via Grande a Livorno il 26 febbraio. Lo stesso giorno i poliziotti della Questura sono riusciti a fermare Amirante mentre tentava la fuga.

L'appuntamento nello studio e la lastra d’oro

I due uomini si erano dati appuntamento nello studio di via Grande per trattare la cessione di una partita d’oro. Infatti quando è stato spostato il cadavere di Lassi, gli investigatori e la polizia scientifica hanno trovato una lastra d’oro del peso di 1 etto. Non è chiaro però chi dei due fosse l’acquirente, perché Amirante, campano, ex collaboratore di giustizia che aveva reso delle dichiarazioni ai magistrati Campania per un procedimento per traffico internazionale di droga, risulterebbe non economicamente in grado di acquistare un tale quantitativo di oro. Ci si domanda inoltre se nella stanza dove erano i due uomini, ci fosse altro oro, che potrebbe essere sparito dopo il delitto.

I preziosi e gli incontri d’affari

Dalle informazioni fornite agli investigatori dal titolare dello studio professionale di via Grande, il commercialista Massimo Galli, Lassi lavorava per una ditta con sede a Livorno che tratta preziosi e si serviva anche degli spazi dello studio di via Grande per incontri d’affari. Tale ditta a quanto si dice ha sede legale proprio allo studio Galli e Ruscelli.

Il lungo coltello da cucina ancora non è stato trovato

Intanto il pm titolare del fascicolo Niccolò Volpe, ha già presentato ieri al GIP del Tribunale di Livorno, la richiesta di convalida del fermo per Luigi Amirante, che per ora deve rispondere di omicidio aggravato dall’uso di arma da taglio. Sarebbe stato usato un lungo coltello da cucina per commettere il delitto, che fino ad ora, confermano dalla Squadra Mobile, “non è stato trovato”. Se fosse dimostrato che Amirante si è presentato davanti Lassi già munito di coltello “scatterebbe per il presunto omicida l’aggravante della premeditazione” ha ribadito il procuratore capo Maurizio Agnello.

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