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Da quel "ping" a oggi: "Ora con l’Ia di nuovo davanti a quel bivio"

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13.03.2026

La Calcolatrice elettronica pisana (CEP) 1961 che nacque a Pisa su consiglio di Enrico Fermi: conservata nel Museo degli strumenti per il calcolo

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A meno di due mesi dal quarantennale di quel 30 aprile 1986, quando da Pisa partì il primo segnale italiano verso Internet, la strada percorsa dalla tecnologia appare lunghissima. Quel giorno, dai laboratori del Cnr in via Santa Maria, un semplice ‘ping’ raggiunse la Pennsilvanya, negli Stati Uniti, segnando l’ingresso dell’Italia nella rete globale.

A ripercorrere questo passaggio è Giuseppe Lettieri, conservatore del Museo degli Strumenti per il Calcolo dell’Università di Pisa, dove sono custodite le macchine che raccontano la nascita dell’informatica italiana: tecnologie che oggi sembrano remotissime, ma che in realtà hanno meno di un secolo di storia. Proprio da qui Lettieri ripercorre il viaggio che porta dai primi calcolatori fino a quel segnale partito da Pisa e destinato a cambiare il modo di comunicare, lavorare e condividere informazioni.

Prima di quel "ping" cosa c’era? "C’erano i primi computer: macchine nate negli anni Cinquanta che occupavano stanze intere ed erano usate come calcolatori. Anche in questo caso Pisa ha un primato, dal momento che nei nostri laboratori è stato costruito il primo computer scientifico italiano".

Come funzionava? "Principalmente eseguendo programmi per svolgere calcoli. I ricercatori si prenotavano per l’uso del computer, portavano il programma agli operatori che lo caricavano e poi si poteva eseguire il calcolo".

Come siamo arrivati ai computer di oggi? "Verso la fine degli anni Settanta i computer iniziano a rimpicciolirsi sempre di più, ma ancora non era chiaro cosa farci. Prima di Internet gli utilizzi principali erano la videoscrittura, che risultava più pratica della macchina da scrivere, una forma embrionale dei fogli di calcolo, e soprattutto il videogioco. Erano una nicchia che non si era ancora aperta a un mondo globale".

Questo viene risolto il 30 aprile 1986. Perché proprio a Pisa? "Per la storia di Pisa e il suo essere pioniera delle tecnologie: era naturale che il primo collegamento a Internet si facesse al Cnr di Pisa, i cui ricercatori erano in contatto con gli Stati Uniti. Anche se in quel momento era chiaro che le reti fossero importanti, ma non che sarebbe stata quella dominante. Solo dopo abbiamo capito l’importanza di quel ping".

E oggi dove stiamo andando con la tecnologia? "Difficile dirlo: stiamo vivendo un’altra evoluzione e possiamo provare a immaginare cosa succederà con l’intelligenza artificiale. Di tecnologie se ne inventano tante, ma diventano davvero importanti solo quando le persone trovano un modo di usarle".

Secondo lei l’IA potrà rivoluzionare davvero il mondo come Internet? "Sono le persone che trasformano la tecnologia in rivoluzione. Se ci saranno anche in questo periodo, allora avremo un’altra stagione in cui la tecnologia cambierà la società. Per il momento, direi che non si sa dove andremo".

Un po’ come accadde con quel ping del 1986. "Esatto. All’epoca era solo un segnale tra computer. Oggi sappiamo che era l’inizio di qualcosa di molto più grande".

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