Marcia della Pace, folla in centro. Serpentone fino alla Cattedrale. Vescovo: "Il diritto va tutelato"
Grande partecipazione alla manifestazione che si è snodata da piazza San Jacopo alla città alta. Migliavacca in testa: "Cade in un momento drammatico. Le leggi internazionali vanno difese".
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C’è un popolo in marcia che chiede la pace. Scende in piazza, "invade" i vicoli del centro, si snoda lungo Corso Italia e sale fino alla Cattedrale. Un lungo serpentone di persone, migliaia in un sabato sera che annuncia la primavera ma fa i conti con l’orrore della guerra e i suoi effetti nella vita di tutti. Nessuno escluso. Qui i primi effetti dei venti di guerra si sentono con l’impennata dei carburanti (il diesel ha già sfondato il tetto dei due euro al litro), ma lì dove cadono bombe e missili la gente muore. Migliaia di aretini sono scesi in strada con cartelli e striscioni per dire stop alla guerra e per invocare la pace. In marcia la grande famiglia degli scout insieme alle sigle del volontariato e dell’associazionismo. Una marcia organizzata da tempo la che incrocia l’urgenza del conflitto in Iran aperto dall’attacco isreaelo-americano e le ripercussioni su tutta l’area del Golfo. E la voce si alza negli slogan e nelle frasi che ribadiscono ogni contrarietà alla guerra.
All’iniziativa alla quale hanno partecipato tantissimi giovani e ragazzi, con in testa i cartelli e gli striscioni realizzati dagli studenti del liceo artistico, hanno aderito molte famiglie. Partenza nel tardo pomeriggio da piazza San Jacopo e poi la lenta salita alla parte alta della città, tra le vetrine dello shopping del fine settimana e le espressioni un po’ stupite dei turisti che hanno scelto la città per una mini-vacanza.
In testa al corteo anche il vescovo Andrea Migliavacca. "Partecipo alla marcia della pace, già in programma da diversi mesi, ma che nel contesto attuale assume ancora più importanza e significato". Il vescovo Andrea c’è e vuole marcare l’importanza della testimonianza della diocesi aretina. Una presenza che "vuole essere un segno pacifico, una richiesta e un appello per la pace; vuole essere un segno - riprendendo le parole di Papa Leone - che ci chiede una pace disarmata e disarmante. È un segno per ribadire che come comunità cristiana, come chiesa, ci siamo per costruire rapporti di pace e chiedere che anche a livello mondiale sia rispettato il diritto internazionale e il rispetto per tutte le nazioni".
Ad aprire il corteo, un grande striscione con lo slogan della manifestazione: "Se vuoi la pace, prepara la pace". In campo tanti ragazzi e tra loro la grande famiglia degli scout che hanno scandito slogan e cori contro la guerra sottolineando la richiesta, pressante, per una pace duratura.
"Stop alle bombe", "Pace, lavoro e dignità", tra le frasi più ricorrenti che rimbalzano nel lungo serpentone che si muove da piazza San Jacopo fino al sagrato della Cattedrale. Un maxi-striscione arcobaleno tra i simboli della manifestazione che ha richiamato tantissime persone. Che hanno sentito il bisogno di condividere la necessità di fermare ogni conflitto, tornare indietro da quel baratro sull’orlo del quale il mondo ormai sta camminando.
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