menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

La setta e le “pratiche“ di purificazione. Con l’anticipo dell’eredità aveva regalato un auto di lusso

13 0
02.04.2026

La perquisizione nel casolare di Pietralunga che fungeva da “base“ della setta

Articolo: L’ombra di una setta, fra violenza sessuale e truffa: “Mio figlio li paga ogni mese, aiuto”. Quattro fermi

Articolo: Setta, truffe ed estorsioni. Donna costretta a subire atti sessuali per purificarsi

Articolo: “Gli adepti della setta pagavano. E il capo usava i soldi per auto di lusso”: in carcere il noto santone

Perugia, 2 aprile 2026 – Corsi per avvicinarsi allo spirito, per far nascere il cristo dentro ognuno degli adepti. Un avvicinamento che, secondo gli inquirenti, non si sarebbe mai concluso perché ogni pratica, corso di alchimia o di mistica che fosse, aveva un costo. E l’obiettivo sarebbe stato proprio quello: i soldi degli adepti. Prezzi diversi, da 200 a migliaia di euro, pratiche per la purificazione che, sempre secondo la ricostruzione dell’accusa, avrebbero compreso anche rapporti sessuali a cui una frequentatrice dell’associazione “Conoscenza e libertà“ sarebbe stata indotta dal “maestro” Alfredo Mangone.

Come funzionava il raggiro

Quest’ultimo con la “maestra” Tatiana Ionel, gli alchimisti della comunità, insieme agli “sciamani”, tra cui un uomo definito il “maestro dei maestri” avrebbero avuto nel casolare di Pietralunga la loro base operativa e avrebbero raggirato numerose vittime, inducendole a pagare corsi e attività, ma anche a corrispondere donazioni molto consistenti. Una vittima avrebbe provveduto a regalare all’indagato una macchina di lusso, facendo anticipare al padre anche parte della sua eredità. Mangone e Ionel, nei confronti dei quali la Procura di Perugia con il sostituto procuratore Laura Reale ha disposto un fermo, restano a Capanne. Il gip ha convalidato il provvedimento e accolto la richiesta di custodia cautelare in carcere.

"Paventavano situazioni catastrofiche”

Un terzo indagato si trova nel carcere di Poggioreale, mentre il quarto destinatario del fermo è fuori Italia. Altre due persone sono indagate a piede libero. Il gip, disponendo la custodia cautelare, ha sottolineato la sussistenza di elementi a prova dell’ipotesi dell’associazione a delinquere dove erano definiti ruoli precisi e distinti, dal reclutamento delle potenziali vittime all’orchestrazione dei rituali e delle pratiche a pagamento e, quindi, al versamento delle donazioni. A una presunta vittima che aveva avanzato dubbi sui soldi versati, ricostruisce il giudice che conferma anche l’ipotesi di estorsione, gli indagati avrebbero rivolto minacce esplicite di ritorsioni non solo per lo spirito, “paventando situazioni catastrofiche” qualora lei e gli altri adepti si fossero allontanati dal loro percorso spirituale o avessero messo in dubbio le decisioni dei maestri, ma anche per il corpo, “se avesse parlato l’avrebbe cercata ovunque”. Sempre secondo il giudice, inoltre, sarebbe stato concreto il pericolo di fuga in auto dei due indagati, che, avrebbero provveduto a recuperare, tramite una terza persona, i documenti dal casale di Pietralunga.

© Riproduzione riservata


© La Nazione