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Tittia e il suo Palio da sogno: “Fabio e Nicchio, volevo farli felici. Sto bene e già penso a luglio”

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Il capitano Fabio Giustarini ha fatto debuttare Tittia nel 2003 e adesso si è chiuso il cerchio

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Siena, 12 settembre 2026 – Tittia come ricorderà il 18 agosto 2026? Che Palio è stato?

«Da sogno. Quando vinci è sempre così. Però ho debuttato nel Nicchio grazie a Fabio (Giustarini, il capitano, ndr) che ero un ragazzino. Non avevo nulla se non la voglia di fare questo lavoro. Mi ha dato la possibilità di correre quattro Palii. La Contrada da 28 anni aspettava questo momento... Forse è stato il giorno più importante della mia carriera».

Torniamo al 13 agosto: dopo l’assegnazione di Anda e Bola al Nicchio hai mandato al capitano il messaggio ’io ci sono’. Eri certo che dicesse sì?

«Certissimo. C’era Anda e Bola, Diodoro era finito nella Lupa, nell’Aquila un cavallo che piaceva a Carlo (Sanna, ndr): dritti per questa strada. Cosa ha risposto Fabio? ’Anche io’».

A luglio Tittia toglie la cuffia all’Aquila, ad agosto fa lo stesso con il Nicchio: bella sfida.

«Il segreto è stata la concentrazione. Nel senso, in questo mi dico ’bravo’, che sono riuscito a staccare nei sei giorni, isolandomi anche dalle emozioni, quasi come se stessi vivendo giornate normali. Arrivando lucidissimo al momento del Palio. Grazie anche al capitano che ha rafforzato la mia serenità. Lui, i mangini, la stalla... sono stati tutti soft. Doveva venire da sé, senza pressioni. Tutti sapevamo che ciascuno di noi avrebbe fatto il massimo, senza trasmettermi il messaggio che dovevo per forza alzare il nerbo».

Ora che hai vinto con entrambi, meglio Anda e Bola o il tuo Diodoro?

«Non lo so dire. Sono due cavalli che si equivalgono, penso. Anche se sono diversi, vanno montati in modo differente. Prima del Palio avrei detto che Diodoro era meglio, ora dopo aver vinto con Anda e Bola siamo quasi al limite della parità».

La caduta di........

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