“Quello di David non fu un suicidio”. Le indagini sulla morte di Rossi: “Ormai è certo: qualcuno lo teneva per le gambe”
David Rossi, capo della comunicazione della Banca Monte dei Paschi di Siena, fu trovato morto a Siena il 6 marzo 2013
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Siena, 4 marzo 2026 – “Le due perizie, unitamente ai chiarimenti dei consulenti nelle audizioni del 9 dicembre 2025 e del 24 febbraio 2026, mostrano come David Rossi sia stato vittima di un’azione con l’intervento di terzi soggetti, escludendo quindi definitivamente che si sia trattato di un evento suicidario, quanto invece di un omicidio”, sancisce Gianluca Vinci, presidente della commissione parlamentare d’inchiesta bis sulla morte del manager di Banca Mps il 6 marzo 2013. Parole contenute anche nella relazione di metà mandato approvata ieri e che venerdì verrà illustrata a Siena. A 13 anni anni dalla morte di Rossi. Nell’occasione sarà deposta dalla commissione, insieme alla famiglia, una corona di fiori alla sua tomba.
L'invio delle perizie in procura
Ma la commissione ha deliberato ieri anche l’invio delle due perizie e delle relative audizioni dei consulenti, il tenente colonnello Adolfo Gregori dei Ris e il medco legale Robbi Manghi, alla procura di Siena a seguito della richiesta che porta la firma dei sostituti Siro De Flammineis e Niccolò Ludovici. Nell’arco di un paio di giorni probabilmente sarà a palazzo di giustizia. La notizia della riapertura delle indagini a Siena – ci sarebbero però altri fascicoli in vari Uffici d’Italia su filoni approfonditi nelle audizioni, a partire da quelli di potenziali collegamenti con la ’ndrangheta – è stata confermata dal presidente Vinci. Il legale della moglie di Rossi e della figlia di quest’ultima, Carmelo Miceli, ha annunciato di aver presentato la scorsa settimana un’istanza per la riapertura delle indagini per omicidio”. “La nuova fase dell’inchiesta – tuona Walter Rizzetto (Fdi), primo proponente della commissione bis e membro della stessa – non può essere affidata allo stesso ufficio che ha già condotto le prime indagini su cui nel tempo si sono accumulate criticità”. Parla di “decisione inopportuna” e auspica che“per rispetto della famiglia e dell’opinione pubblica la procura dovrebbe astenersi sulla nuova inchiesta”.
"Rossi era una persona influente"
Nella relazione di metà mandato della commissione Rossi viene descritto come “una persona molto influente anche per il ruolo svolto nell’ambito delle dinamiche connesse alle ricche sponsorizzazioni Mps”, gestendo circa 50 milioni di euro all’anno. Ricostruita la dinamica – lite nell’ufficio a Rocca Salimbeni, poi è stato tenuto fuori dalla finestra, precipitando anche se poteva essere salvato da un intervento tempestivo – resta da individuare il movente con certezza. Si segue la pista del denaro. Anche quella che porta a Viadana e a Mantova dove Rossi era vice presidente della Fondazione Palazzo Te.
La perizia sui cellulari di Rossi
In dirittura d’arrivo, annuncia ancora Vinci, anche la perizia informatica sui cellulari di Rossi forniti dalla famiglia. “Effettuiamo una verifica con eventuali corrispondenze con i filoni investigativi. Serviranno almeno un paio di mesi”.
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