Neonata di un mese trovata positiva alla cocaina. E il tribunale toglie tutti i sette figli ai genitori
Il tribunale di Firenze
Articolo: “L’unica condannata a vita è nostra figlia”: piccola investita all’asilo e ora tetraplegica, sentenze definitive
Articolo: Spaccia cocaina dall’auto con la figlia di 4 anni nel sedile posteriore: arrestato
Articolo: Spaccio di cocaina nella Piana, altri sette indagati
Lucca, 2 aprile 2026 – Sette fratelli originari dell’empolese e residenti in un paese della Lucchesia sono stati allontanati d’urgenza dai genitori e affidati ai servizi sociali. A deciderlo è stato il tribunale per i minorenni di Firenze, nel collegio presieduto da Susanna Raimondo. La più piccola ha solo poco più di un mese e l’allarme è scattato proprio durante la sua nascita, avvenuta lo scorso 23 febbraio al San Luca.
La scoperta dopo il parto
Qui la madre trentenne si è presentata per un cesareo d’urgenza senza alcuna documentazione sanitaria: dai test tossicologici è emerso che sia la donna, sia la neonata erano positive alla cocaina. È stato questo episodio però solo il culmine di una situazione di estrema fragilità, già monitorata dai servizi sociali che più volte avevano segnalato problemi e lacune nella crescita degli altri sei figli, tutti nati tra il 2015 e il 2024.
I minori avrebbero infatti accumulato numerose assenze a scuola, prima di abbandonare completamente le lezioni e l’educativa domiciliare. I più grandi, secondo gli insegnanti, erano “educati, timidi e adeguati nelle relazioni” ma avrebbero avuto molte difficoltà nel linguaggio, nella scrittura e nel raggiungimento degli obiettivi minimi, oltre a presentarsi di rado in aula – così come i più piccoli - in scarse condizioni igieniche e senza materiale didattico.
Le spiegazioni poco convincenti
Chieste spiegazioni, la madre nelle “poche occasioni di contatto” avrebbe giustificato le assenze con problemi di salute, e con un imminente e mai avvenuto trasferimento. Durante le visite domiciliari nella casa descritta dagli assistenti sociali come “inadeguata”, i bambini sono stati trovati “trascurati nella cura” e senza le vaccinazioni obbligatorie. Nonostante la madre avesse – quando era sola - manifestato bisogno di supporto agli operatori, ogni tentativo di intervento è stato poi respinto dal padre, che in un’occasione avrebbe espressamente detto “ci penso da solo ai miei figli... non voglio nessuno in casa: se dovete ricercarmi fatelo con il tribunale”.
E così è stato. La nascita della piccola positiva alla cocaina ha portato il collegio a confermare la richiesta da parte del pubblico ministero di un provvedimento urgente per procedere con l’affidamento di tutti e sette i minori ai servizi sociali, con delega per le decisioni sanitarie, scolastiche e amministrative, oltre a stabilire il collocamento protetto della neonata in una struttura comunitaria dopo le dimissioni dall’ospedale. La madre potrà restare con lei solo a condizione di iniziare immediatamente un percorso riabilitativo al Serd per dimostrare la propria negatività alle sostanze stupefacenti.
Anche gli incontri con il padre dovranno essere protetti e vincolati all’astinenza dalle droghe. I genitori, che durante l’udienza hanno ammesso in parte le proprie difficoltà dichiarandosi disposti a collaborare e a trasferirsi in una nuova abitazione, saranno nuovamente sentiti il prossimo 16 giugno per verificare eventuali progressi del nucleo familiare e relativi percorsi di recupero.
© Riproduzione riservata
