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Tesori in mostra. Gli etruschi vanno in laguna

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06.03.2026

A Venezia 57 reperti da San Casciano dei Bagni. Opere anche da Chiusi e Chianciano Terme.

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"Che la sua vita si sciolga come si scioglie il sale in questa acqua bollente". È la maledizione incisa su un piccolo rotolo di piombo, una ‘defixio’ indirizzata contro qualcuno e rimasta nascosta per secoli nelle acque termali di San Casciano dei Bagni. Oggi quel reperto riemerge dal passato e viene esposto per la prima volta al pubblico nella mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari”, inaugurata a Palazzo Ducale di Venezia e visitabile da oggi fino al 29 settembre 2026. Il rotolino di piombo è uno dei 57 reperti provenienti dallo scavo del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni inseriti nel percorso espositivo curato dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, che ha finanziato anche il restauro dei reperti, in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati di Milano.

"Possiamo immaginare il gesto mentre la defixio viene gettata e insieme viene versato il sale che si scioglie", spiega Jacopo Tabolli, professore dell’Università per Stranieri di Siena, che ha curato l’allestimento della sala dedicata ai bronzi di San Casciano. "Questo ci restituisce l’idea di quanto l’acqua calda fosse la vera protagonista del santuario. Dal V secolo a.C. al V secolo d.C. il paesaggio e la vita religiosa del luogo sono stati plasmati dalle sorgenti termali, che hanno garantito una straordinaria continuità culturale nel tempo".

Accanto ai bronzi di San Casciano, il percorso espositivo presenta anche altri reperti di grande valore provenienti dalla provincia di Siena. Tra questi spicca per la bellezza e la magnificenza il frammento di frontone con la raffigurazione di Aurora, proveniente dal Museo archeologico di Chianciano Terme, esposto tra le sale decorate di blu oltremare, insieme a materiali conservati nel museo di Chiusi.

L’area etrusca a sud della nostra provincia emerge come uno dei protagonisti di questo viaggio attraverso i luoghi sacri legati all’acqua.

Il percorso ideale della mostra parte dal porto etrusco di Pyrgi e arriva fino a Montegrotto, attraversando santuari, porti e centri religiosi dove il rapporto tra acqua e culto ha segnato profondamente la vita delle comunità. La mostra, curata da Chiara Squarcina e Margherita Tirelli mette a confronto per la prima volta due grandi civiltà dell’Italia preromana: Etruschi e Veneti. Attraverso reperti, iscrizioni e offerte votive, l’esposizione indaga il ruolo dell’acqua come elemento fondativo del sacro e della vita sociale nel I millennio a.C.

La presentazione della mostra si è svolta ieri alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli, del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e della presidente della Fondazione Luigi Rovati, Giovanna Forlanelli. Presente anche la sindaca di San Casciano dei Bagni, Agnese Carletti.

"È molto emozionante – ha detto Carletti – immaginare che un progetto che pochi anni fa non esisteva, permetta oggi a San Casciano di dialogare con alcuni dei siti archeologici più importanti d’Italia, nell’attesa dell’avvio dei lavori del grande museo di casa". Proprio in queste settimane, ha spiegato la sindaca, sono in corso le interlocuzioni tra ministero della Cultura, Regione Toscana e Università per Stranieri di Siena per la costituzione della fondazione che dovrà gestire il futuro museo e il patrimonio archeologico di San Casciano.

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