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Mannaia sull’agricoltura toscana: "Già bruciati 130 milioni di euro"

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02.04.2026

C’era anche il ministro Francesco Lollobrigida ieri alla convention di Coldiretti a Firenze

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I danni dell’attacco Usa in Iran per l’agricoltura toscana sono già quantificabili. E la presidente regionale di Coldiretti, Letizia Cesani, non si è certo tirata indietro nel metterli in evidenza. "Bruciati 130 milioni di euro derivanti dalla guerra tutti in danno dell’agricoltura toscana. Questa somma deriva dall’aumento dei costi produzione, tra carburanti e fertilizzanti, ma deriva anche dalla mancanza di mercati per settori tipo il florovivaismo che hanno visto annullare le commesse e hanno container fermi ai porti".

Il tema è emerso con forza nel giorno in cui la presidente Cesani, insieme al presidente nazionale dell’associazione di categoria, Ettore Prandini, e al ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, hanno incontrato oltre 4mila agricoltori riuniti al Palawanny di Firenze per affrontare i temi che vanno dalla situazione geopolitica ai danni causati dal codice doganale e dalla mancanza di un’etichetta europea trasparente.

Proprio sulla Pac comunitaria, la presidente Regionale, ha affondato il colpo: "C’è sembrato uno scandalo vedere l’Ue voler azzerare la politica agricola che è il fondamento del trattato che ha costituito proprio la comunità d’Europa. Grazie alla mobilitazione siamo riusciti per la Toscana a recuperare oltre 500 milioni di euro; ne beneficiano le 35mila le aziende toscane. In un momento così difficile è una boccata d’ossigeno alla quale non possiamo rinunciare.

E il quadro è pessimo: l’aumento incontrollato di fertilizzanti, gasolio, plastiche e altri fattori di produzione legato alla guerra in Iran sta costando fino a 200 euro a ettaro alle aziende agricole , con i principali input di produzione che sono lievitati di oltre il 30%. Anche sul fronte delle eccellenze della produzione regionale non mancano problemi.

Sull’olio d’oliva oltre alla contraffazione sempre più dilagante, in un mese di guerra i costi per il settore sono cresciuti di 205 euro a ettaro di uliveto, mentre per i cereali sono balzate mediamente di 65- 80 euro ad ettaro, con picchi fino a 200 euro per la coltivazione del mais.

Per il comparto suinicolo i costi aggiuntivi di queste settimane di guerra si aggirano sui 25 euro a capo allevato. "A fronte delle conseguenze della guerra – ha detto Lollobrigida – sull’agricoltura, stiamo mettendo in campo tutti gli interventi possibili. L’Italia è l’unica nazione che mantiene le agevolazioni sul gasolio agricolo, oltre un miliardo e mezzo destinato alla garanzia per gli agricoltori".

Il ministro ha annunciato la misura del credito d’imposta per il gasolio agricolo, trovando il plauso del presidente Nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini: "Una misura fondamentale per dare ossigeno alle imprese colpite dal balzo dei costi energetici legato al conflitto in Iran". Dinanzi ai rincari del gasolio agricolo Coldiretti aveva presentato nei giorni scorsi un esposto a Procura e Guardia di finanza per fare luce su eventuali speculazioni.

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