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Addio a Dante Rossi. Insegnò l’arte del marmo anche agli americani

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03.04.2026

Dante Rossi aveva 76 anni e lascia un vuoto nel mondo del lapideo

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Addio a Dante Rossi, storico cavatore di Torano. La città perde uno dei suoi volti più autentici e rappresentativi del mondo della cava. Aveva 76 anni Dante, cavatore, o anche cavatore-fabbro come talvolta amava definirsi, tra i più conosciuti e stimati del territorio, profondamente legato alla sua terra e in particolare al paese di Torano, dove aveva costruito la sua vita, tra lavoro, famiglia e tradizione.

Da un paio di anni aveva avutoa che fare con problemi di salute che hanno richiesto anche ricoveri ospedalieri. Rossi apparteneva a una storica famiglia di fabbri: il padre e il nonno prima di lui avevano tramandato un mestiere antico, che Dante aveva imparato fin da bambino, specializzandosi nella realizzazione di attrezzi per la cava. Un sapere custodito e mantenuto anche negli anni, soprattutto per aiutare amici e colleghi, senza mai trasformarlo in un’attività a scopo di lucro. Ma la sua vera identità era soprattutto quella di cavatore. Fin da giovanissimo aveva iniziato a lavorare al monte, mo, affinando una competenza rara nella selezione e nell’estrazione del materiale. Le sue mani esperte erano diventate un simbolo di questo mestiere, tanto da essere scelto anni fa come soggetto di una tesi dell’Accademia di belle arti.

Nel corso della sua lunga carriera, Rossi aveva lavorato anche all’estero, portando la tradizione apuana oltre oceano. Tra le esperienze più significative, quella in Colorado, negli Stati Uniti, dove aveva contribuito all’escavazione del marmo in una cava in galleria a diversi metri di altitudine. Un lavoro duro, svolto in condizioni estreme, ma affrontato con la consueta dedizione e capacità di adattamento, insegnando il mestiere anche in America. Nonostante le opportunità lontano da casa, aveva sempre mantenuto un forte legame con la famiglia e la sua terra. Padre di cinque figli e nonno affezionato, aveva continuato a lavorare anche in età avanzata, spinto non solo dalla necessità, ma da una passione profonda per il suo mestiere.

Figura schietta e diretta, Rossi non aveva mai nascosto le criticità del settore marmifero, difendendo il valore del lavoro dei cavatori e richiamando l’attenzione sui cambiamenti delle tecniche estrattive e sui rischi sempre presenti in cava. Con la sua scomparsa, Carrara perde non solo un lavoratore instancabile, ma anche un testimone prezioso di una cultura e di una tradizione che affondano le radici nella storia stessa del territorio. A Torano, e in tutto il comprensorio apuano, il suo ricordo resterà legato alla pietra che ha lavorato per una vita. Dante Rossi lascia la moglie Giuseppina, i figli Nino, Lorenzo, Elena, Francesca ed Elisa, oltre a tanti nipoti. I funerali si svolgeranno questa mattina alle 9.30 alla chiesa di Torano.

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