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“Il canto dei girasoli”: Van Gogh diventa teatro, musica e confessione

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Un momento dello spettacolo

Firenze, 14 giugno 2026 - Un viaggio nell’anima di Vincent Van Gogh, non attraverso le immagini celebri dei suoi quadri, ma entrando nel laboratorio più intimo della sua voce: le lettere al fratello Theo. È questa l’idea de “Il canto dei girasoli”, progetto di Underwear Theatre, con concept e regia di Filippo Frittelli, che intreccia arpa, canto lirico e voce recitante in una performance sospesa tra musica, parola e teatro. Il titolo richiama uno dei simboli più riconoscibili dell’universo vangoghiano, i girasoli, qui intesi non soltanto come icona pittorica, ma come segno di resistenza e speranza. La scena diventa così un luogo di ascolto: la musica si fa respiro emotivo, la parola assume il tono della confessione, mentre emergono solitudine, luce, tormento e bellezza. A guidare l’esperienza è........

© La Nazione