FiPiLi, il ponte crollato: “La causa è stata un guasto. Meccanismo inceppato”
Operai al lavoro per la messa in sicurezza del ponte
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Livorno, 8 marzo 2026 – Nessuna deficienza. “Non è a a causa delle infrastrutture che si è verificato l’incidente”, dice il presidente della Regione Eugenio Giani che ieri ha fatto un sopralluogo al cedimento del ponte mobile sul raccordo che collega la “veloce” alla rotonda del terminal Darsena Toscana. “Sostanzialmente si è inceppato il meccanismo nel punto in cui i pistoni del ponte levatoio si azionano in alto, o in basso, per far passare le navi all’ingresso del porto di Livorno – spiega Giani –. Questo ha provocato una caduta dell’asse che viene alzato e abbassato due volte al giorno determinando dei danni ai piloni di sostegno”. Squadre di operai – si apprende – stanno lavorando sulle cerniere danneggiate per poter effettuare il successivo sollevamento della carreggiata della sezione mobile e il suo riposizionamento in sede. Tre grandi gru sono all’opera da ieri mattina per cercare di rendere nuovamente percorribile il viadotto entro martedì mattina, 10 marzo. Questo l’obiettivo.
Giani guarda anche oltre. “Nel corso del sopralluogo con il professor Massimo Losa dell’Università di Pisa – aggiunge il presidente della Regione – abbiamo verificato quanto sia importante la manutenzione della superstrada. Ma l’evento ci ha fatto capire anche quanto fossero giuste le mie parole nel momento in cui ho sollevato la questione del nuovo ponte sullo Scolmatore. Le imbarcazioni che vengono dalla zona di Pisa attraverso il canale dei Navicelli quando arrivano allo Scolmatore sono costrette a far alzare i tre levatoi per entrare nel porto di Livorno. Quando invece avremo rifatto il ponte potranno avere un loro percorso diretto”.
Intanto non mancano le polemiche. La FiPiLi, si sa, è un tasto dolente sempre. Anche oltre le buche, le code e gli incidenti. “Non osiamo immaginare cosa sarebbe potuto accadere se fosse successo durante gli esodi estivi, ormai imminenti”, dice il Comitato Dannati della FiPiLi. . “Non è ammissibile una situazione del genere, anche dopo la tragedia del ponte Morandi”, l’attacco dei movimento dei pendolari che ogni giorno passa dentro il girone dantesco della direttrice che unisce Firenze al mare. Secondo il comitato – guidato dalla presidente Enrica Panichi con Cristina Divito nel ruolo di vicepresidente – “la situazione del ponte era nota da anni”. Perché? “Perché la manutenzione è il punto critico di tutta la superstrada – proseguono Panichi e Divito, rappresentanza degli oltre 50mila automobilisti che ogni giorno affrontano la superstrada –. Si torna sempre a mettere le mani sui soliti tratti a discapito di un monitoraggio più ampio e mantenitivo. E quello che è successo venerdì è un campanello d’allarme troppo grosso”.
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