Dichiarato morto dallo Stato. La moglie "Continuo a cercarlo"
Marco Vento, 46 anni, era operaio in un’azienda agricola
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"Io continuo a cercarlo", dice Rosanna Cesari. "Fino a prova contraria, cioè finché non avrò l’evidenza della sua morte, andrò avanti", aggiunge questa donna che anche pochi giorni fa, nel tredicesimo anniversario della scomparsa di Marco Vento, 46 anni, originario di Orbetello, ha rilanciato sui social il suo appello. "Non mi arrendo, non si arrendono i nostri figli – ha scritto rivolgendosi direttamente al suo Marco –, non si arrende chi ti vuole bene".
L’8 marzo 2013 Rosanna avrebbe dovuto lasciare l’ospedale di Cisanello dove si trovava ricoverata. Il marito era arrivato il giorno prima, insieme al suocero, perché la moglie il giorno successivo sarebbe tornata a casa (la coppia vive a Pescia Romana, nel Viterbese). Ma il giorno successivo, dopo aver fatto visita a Rosanna al mattino, ed aver appreso che le dimissioni erano state posticipate per altri accertamenti, Marco, operaio in un’azienda agricola di Capalbio, divenne un fantasma. Le ricerche partirono subito. Ma dell’uomo, nessuna traccia. La macchina – una Micra nera – fu trovata sul Ponte delle Bocchette, sull’Arno, a 500 metri da Cisanello. Anche il fiume fu scandagliato senza esito. Marco Vento in quel periodo viveva una fortissima preoccupazione per le condizioni di salute della moglie. "Quando seppe che non sarei stata dimessa restò turbato – racconta la signora Rosanna –. C’era stato poi un altro fatto, che probabilmente fu determinante. Il giorno precedente Marco si era sentito male". Convinto dal suocero, era andato farsi visitare al pronto soccorso dove gli avevano diagnosticato una piccola ischemia. I medici gli avevano consigliato il ricovero, ma lui preferì uscire.
Rosanna vide il marito la mattina dell’8 marzo. L’uomo sarebbe dovuto tornare all’ora del passo: non arrivò mai, non rispose più al telefono e da quel momento di lui non si seppe più nulla. Nel 2024, a dieci anni dalla scomparsa, lo Stato ne ha dichiarato la morte presunta. Un passaggio tecnico di legge che non intacca la determinazione dei familiari. "Io lo cerco – conclude Rosanna -. E non smetterò di lanciare appelli e di tenere accesa l’attenzione sul caso. Marco, quel giorno, sotto choc, potrebbe aver perso la memoria e l’orientamento, vagando senza una meta e senza ricordare chi è. Potrebbe essere ovunque. Non è mai emerso nulla che provi davvero la sua morte".
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