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Arezzo, il destino nelle proprie mani. Bucchi e le varianti per il gran finale

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07.04.2026

Amaranto ancora avanti all’Ascoli per lo scontro diretto. Il derby con il Livorno è il primo banco di prova

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Nonostante tutto, l’Arezzo ha ancora in mano il proprio destino. Matematica alla mano, se gli amaranto le vincono tutte da qui alla fine sono in B. Ergo, se conquistano gli stessi punti dell’Ascoli nelle ultime tre giornate. È questo il concetto che Bucchi ribadirà alla squadra, questo pomeriggio, alla ripresa degli allenamenti verso il derby di domenica contro il Livorno. Premesso ciò, che il momento sia delicato e che il Cavallino si trovi in difficoltà lo si è percepito nell’immediato post partita di San Benedetto quando Manzo ha tenuto a rapporto giocatori e staff tecnico negli spogliatoi dello stadio Riviera delle Palme. Mezz’ora di confronto per far capire a tutti che l’obiettivo serie B è troppo importante per essere fallito. Un confronto che era arrivato prima dell’aggancio subito in classifica dall’Ascoli e quindi indipendentemente da quello che sarebbe stato il risultato dei bianconeri.

La prestazione poco brillante nelle Marche ha fatto emergere un elemento di novità: per la prima volta a finire sotto accusa in maniera diretta è stato l’allenatore. Riconosciuto trasversalmente come l’autore principale della cavalcata di testa, la gestione dell’ultima partita e più in generale di quest’ultimo periodo ha alimentato la critica nei confronti di Bucchi.

La sensazione è che adesso serva qualcosa di diverso anche a livello tattico, di singoli e di interpretazione della gara per dare una scossa ad una squadra che dà l’impressione di starsi accartocciando su se stessa. Bucchi ha caratterizzato il suo percorso in amaranto per intuizioni (su tutte Guccione trasformato regista), per svolte improvvise che sono poi state, quasi sempre, un toccasana per il gruppo. Nell’ultimo periodo ha scelto la via della continuità a tutti i costi. Insistendo su elementi involuti (Pattarello e Tavernelli in particolare) e rinunciando a variare spartito o modulo.

Il fatto di essersi rimangiati tutto il vantaggio sull’Ascoli impone una svolta. A tre giornate dalla fine può sembrare un paradosso, ma non lo è. Dare fiducia a chi fino adesso è rimasto ai margini per pungolare anche chi si è seduto sul piano del rendimento e provare qualcosa di diverso derogando dal 4-3-3. La squalifica di Pattarello, per esempio, offre l’occasione per cambiare. Arena può giocarsi una chance così come virare sul 4-2-3-1 o tentare con il doppio centravanti.

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