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Speculazione

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13.03.2026

È tornata di moda la parola “speculazione”, che fa paura perché associata a due brutture dell’umanità: la guerra e la carestia, che purtroppo vanno assieme, spesso, anche soltanto come scarsità.

Forse la forma più conosciuta ed emblematica è il “mercato nero”, che si svolge dietro la finzione della segretezza e dell’illegalità, ma di fatto praticato da tutti per necessità di sopravvivenza, secondo le possibilità personali dei compratori e le disponibilità dei venditori. Il “mercato nero” ha luogo non solo perché scarseggiano i beni a causa della guerra ma soprattutto perché la loro compravendita è assoggettata a divieti e condizioni imposte dall’autorità sotto pene severissime o addirittura vietata. Nondimeno nel “mercato nero” speculano tutti gli attori dello scambio, che resta volontario: etsi coactus, tamen volui.

La speculazione, che avviene nel “mercato nero”, è determinata dalla scarsità ma aggravata dall’autorità che insegue il fantasma dell’uguaglianza delle opportunità degli amministrati, uguaglianza che non esisteva prima nella normalità e non viene........

© L'Opinione delle Libertà