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Equivoci su moschee e Islam in Italia

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10.04.2026

Gli equivoci sulle moschee e l’Islam in Italia nascono dall’ignoranza e dalla confusione circa il trattamento delle religioni nella Costituzione. Lasciamo da parte la Chiesa e la religione cattolica, che hanno una posizione e una protezione affatto particolari per ragioni storiche ed etiche, e sono garantite dallo specifico articolo 7. Consideriamo invece lo status generale delle religioni, regolato dall’articolo 8, secondo il quale tutte le confessioni sono egualmente libere davanti alla legge e hanno diritto di organizzarsi con i propri statuti se non contrastano con l’ordinamento giuridico italiano, mentre i loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze (intese problematiche per la natura dell’Islam).

Esiste un fatto incontrovertibile, che i più accesi avversari politici del proselitismo musulmano trascurano nella foga di contrastarlo. Il fatto è che a Roma, sede del papato e centro della cristianità, esiste da decenni la più grande moschea d’Europa, edificata con i soldi degli Stati islamici e il tacito assenso sia del Governo italiano per “motivi petroliferi” e sia del Vaticano, che cessò di opporre la clausola lateranense del “carattere sacro” dell’Urbe. La moschea rappresenta altresì il “Centro islamico culturale d’Italia”. Le miniguerre di religione che vengono scatenate contro l’erezione di nuove moschee, adoperando ogni strumento dell’armamentario legale e burocratico, sembrano contrastare con l’articolo 8. Infatti, la libertà di culto è garantita “egualmente” davanti alla legge e le confessioni........

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