Attaccare la Nato? La pace di guerra
Ricordate il generale George Smith Patton, quello cioè che vinse la battaglia delle Ardenne aprendo il corridoio verso Berlino? Bene, verso la fine della guerra, lui la voleva far finita anche con l’Urss, con un’azione congiunta anglo-americana e tedesca in funzione anti-sovietica, dal momento che a suo dire l’Urss non avrebbe avuto motivo di restare in rapporti amichevoli con l’Occidente una volta crollato il Reich. E così è stato! Gli avesse dato retta “Ike” (nomignolo dell’allora presidente Usa, Dwight D. Eisenhower) il mondo non avrebbe vissuto gli orrori della Guerra fredda. Nel 1991 fu Mihail Sergeevic Gorbacëv a chiudere dopo 45 anni quella storia oscura dell’Unione Sovietica che, invece, oggi Vladimir Putin vorrebbe riprendere e allargare. E noi crediamo davvero che lo possa fare, reagendo alla minaccia con un imponente riarmo da parte nostra, nell’ossessione che di qui a qualche anno l’Armata rossa (“rotta”, per ora) invada i Baltici e penetri in Polonia e in Europa. A parte l’ironia della storia che, se così fosse, sarebbe l’Ucraina a contrattaccare e difendere tutti noi alle frontiere a Est, fa davvero sorridere una simile pretesa russa. Ma ammettiamo che questa cosa da trattamento sanitario obbligatorio (Tso) per lo zar russo avvenga per davvero: abbiamo presente che cosa significherebbe per Mosca garantire migliaia di km di linee di rifornimento e quanti milioni di soldati dovrebbe mobilitare per anni sotto l’insegna della Stella rossa? E quanti ne morirebbero (Ucraina, docet) sotto le tempeste di droni che costano poco e fanno danni immensi volando a sciami? E poi, in questo caso Mosca e il territorio russo in ogni sua parte diverrebbero bersagli legittimi, subendo così........
