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L’appello dei costituzionalisti contro la nuova legge elettorale

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14.05.2026

Di fronte a un nuovo disegno di concentrazione dei poteri, occorre riaffermare con forza il valore del parlamentarismo “puro”, e la necessità dei contrappesi della democrazia liberale.

 “Noi professori di Diritto costituzionale riteniamo necessario esprimere una profonda e motivata preoccupazione per la proposta di riforma della legge elettorale attualmente all’esame della Camera dei deputati”. Il segnale proveniente dal mondo accademico è di straordinaria rilevanza e non dovrebbe passare inosservato all’opinione pubblica, specie nel momento in cui ci avviciniamo all’80° anniversario della nascita della Repubblica, scelta non a caso dai suoi Padri costituenti come “repubblica parlamentare”. L’appello, significativamente intitolato “Torniamo alla Costituzione”, è stato sottoscritto da 126 professori di Diritto costituzionale, a testimonianza di un diffuso allarme circa la tenuta dei principi fondamentali della rappresentanza democratica e dell’equilibrio tra gli organi dello Stato.  Tra i primi firmatari figurano personalità di altissimo profilo del costituzionalismo italiano contemporaneo, quali Enzo Cheli e Ugo De Siervo, il cui autorevole contributo conferisce ulteriore peso politico e culturale all’iniziativa. Accanto ai costituzionalisti, è prevedibile la convergenza di numerosi studiosi appartenenti ad altri settori delle scienze giuridiche, accomunati dalla difesa della tradizione dello Stato di diritto e della teoria generale del diritto e della politica.

L’appello richiama implicitamente le grandi elaborazioni della democrazia deliberativa moderna e della cultura giuridica europea, ispirate ai principi dello “Stato di diritto” formulati da pensatori come Hans Kelsen e Jürgen Habermas, secondo i quali la legittimazione democratica non può prescindere dal rispetto delle garanzie costituzionali e dal “parlamentarismo”, inteso come espressione di piena rappresentatività del pluralismo politico e della volontà popolare.

Secondo i firmatari, la legge elettorale non può essere considerata una legge ordinaria come le........

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