Ceuta: una azione di spionaggio “fatta a mano”
Il Marocco ha permesso di invadere Ceuta. In sintesi è questo il risultato di un rapporto degli investigatori della polizia spagnola che è stato prodotto a fine settimana scorsa alla Corte Nazionale, il più alto tribunale penale di Spagna, dove si afferma che c’è stata una totale “permissività” da parte del Marocco per la massiccia invasione dell’enclave spagnola.
Dopo avere esposto le varie questioni che possono avere determinato il contemporaneo spostamento di circa 70mila migranti musulmani sul suolo spagnolo di Ceuta, come la questione del Sahara occidentale, Fronte polisario, nel quadro delle ataviche tensioni tra Algeria e Marocco, dopo che la Spagna ha lasciato questo territorio nel 1973, le indagini spagnole che si sono sviluppate stanno rafforzando le responsabilità marocchine. Infatti nel rapporto redatto dal Cenif, Centro nazionale per l’immigrazione e le frontiere, una agenzia di intelligence organica al Commissariato generale per gli stranieri e le frontiere della polizia nazionale, si smentisce la versione data dal governo di Pedro Sánchez tramite la quale si nega la responsabilità di Riad, affermando, all’opposto, che esistono prove del coinvolgano del Marocco nell’invasione della enclave spagnola il 30 e 31 luglio. Ora la Corte Nazionale sta valutando se avviare un’inchiesta dalle dimensioni di politica internazionale decisamente elevate e dagli equilibri diplomatico-relazionai delicati. Ricordo che Sánchez il 31 luglio aveva espresso apprezzamenti per la cooperazione data dal Marocco nel riorganizzare i rimpatri dei migranti, uno spostamento al di là della rete del confine, qualche metro, accusando invece alcuni media legati a Israele e alla Russia di........
