menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Bielorussia-Russia: un legame che soffoca Minsk

15 0
30.06.2026

Sabato 20 giugno Volodymyr Zelensky ha intimato al presidente Alexander Lukashenko di interrompere gli aiuti all’esercito russo. La questione è l’installazione, lungo il confine ucraino-bielorusso di attrezzature militari in uso alla Russia, atte alla operatività, lancio e controllo, di droni contro l’Ucraina.

La Bielorussia è un attore all’apparenza di secondo piano sullo scenario russo, ma la guerra in Ucraina gli sta causando un lento soffocamento. A Minsk, la capitale bielorussa, nel 1991 fu sigillata la storia dell’Urss; questi accordi ufficializzarono lo scioglimento e la scomparsa dell’Unione sovietica, un evento storico che fu il primo segno che caratterizzò la visione politica di Vladimir Putin, in quanto da lui ripudiato appena salito al potere nel 2000. Così dopo che il popolo bielorusso aveva avviato una scelta liberale del Paese, nel 1994 alle prime elezioni per il presidente, un nostalgico dell’Unione sovietica Alexander Lukashenko, vinse le elezioni, uccidendo sul nascere le speranze di un popolo di poter vivere in un Paese libero e magari “relativamente” democratico; ma è noto che per una società cresciuta nel comunismo, staccarsi da uno stile di vita profondamente suggestionate non è un percorso agevole. La nota fascinazione di Lukashenko per l’era sovietica, oltre che fare contrarre quel poco di svolta liberale che la Bielorussia stava intraprendendo, lo portò alla usuale scelta di modificare la Costituzione al fine di accentrare i poteri nella figura del presidente, quindi su di se, instaurando un chiaro regime autoritario con forti connotazioni sovietiche. E come ogni regime con vocazioni........

© L'Opinione delle Libertà