Gli interessi dei cittadini in primis
Le recenti proteste della magistratura durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario a Roma Genova, Milano, Bologna, Napoli e l’annunciato sciopero generale per il 27 febbraio, si fondano sulle motivazioni della separazione delle carriere e pongono una riflessione modesta, ma semplice.
Senza entrare nel merito della discussione relativa, che lascio ai più competenti, mi limito ad evidenziare che i magistrati sono funzionari dello Stato e devono sottostare alle norme del testo unico del 1957 e una loro seppure legittima rivendicazione si ripercuote negativamente non solo contro loro stessi, come categoria, ma contro i cittadini.
Alla gente poco importa, e poco sanno della differenza tra Pm e giudicanti, a loro interessa che i processi non durino 10 e 15 anni, come personalmente ho potuto appurare mentre lavoravo come Got presso un tribunale italiano, penalizzando così due volte il cittadino, che deve anche pagare, quando lo Stato italiano viene condannato da Strasburgo a centinaia di milioni di euro ogni anno, per ritardata o denegata........
