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Da Ponte Nossa alla Banca Mondiale. «Così ho viaggiato in oltre 110 Paesi»

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03.05.2026

Da Ponte Nossa alla Banca Mondiale. «Così ho viaggiato in oltre 110 Paesi»

LA STORIA. Gli studi negli Usa e l’ingresso all’Ifc per Sabrina Borlini di Ponte Nossa. Gli incarichi internazionali, le due figlie al Cre di Grumello. «Sono cresciuta nel mondo ma resta il legame forte con Bergamo».

Dall’Italia agli Stati Uniti, alla ricerca del «sogno americano». È la storia di Sabrina Borlini che, nata a Gazzaniga ma residente all’estero da oltre trent’anni, l’«American Dream» pare proprio averlo raggiunto. Dal 2012 è direttrice di uno dei dipartimenti dell’International Finance Corporation, l’agenzia della Banca Mondiale fondata per promuovere lo sviluppo dell’industria privata negli stati in via di sviluppo e ha viaggiato in oltre 110 nazioni.

La partenza per gli Usa

«Sono cresciuta a Ponte Nossa – racconta la bergamasca, 56 anni –. Dopo il liceo, mi sono iscritta alla facoltà di Giurisprudenza, presso l’Università degli Studi di Pavia, e, nel 1992, sono partita, tramite il programma Erasmus, per Leida, nei Paesi Bassi». Sei mesi in cui Sabrina soggiorna in uno studentato, in compagnia di nove ragazzi statunitensi. Un periodo sereno della sua esistenza, ma anche una porta che, lentamente, si schiude sul mondo. «Quell’esperienza ha aumentato la mia curiosità verso altri modi di vivere – afferma Borlini –. Tornata in Italia, dopo essermi laureata, decido quindi di iscrivermi a un corso di laurea specialistica in International Business, negli Stati Uniti. La George Washington University accoglie la mia candidatura e così, nel 1995, a ventisei anni, parto per l’America».

«Il cibo italiano è molto popolare, ma, come si sa, subisce una totale rivisitazione. Ricordo quanto mi venisse da ridere quando, le prime settimane, mi ritrovavo a mangiare spaghetti con le polpette conditi con la celebre salsa “Alfredo”. Per non parlare del caffè che, per i puristi, non è nemmeno vero caffè»

«Il cibo italiano è molto popolare, ma, come si sa, subisce una totale rivisitazione. Ricordo quanto mi venisse da ridere quando, le prime settimane, mi ritrovavo a mangiare spaghetti con le polpette conditi con la celebre salsa “Alfredo”. Per non parlare del........

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