Livorno, omicidio al Castellaccio. Caccia ai due clienti del ristorante: i sospetti si concentrano su di loro
Livorno, omicidio al Castellaccio. Caccia ai due clienti del ristorante: i sospetti si concentrano su di loro
Uno ha parlato a lungo al cellulare: la polizia analizza le celle telefoniche. Intanto il titolare del Ghinè Cambrì, Federico Castagnoli, non ha riconosciuto la vittima dalla foto, che comunque indossava un paio di occhiali da vista a differenza dei due commensali
LIVORNO. Chi erano i due clienti che hanno cenato al Ghinè Cambrì due ore prima del delitto? Come mai, mentre mangiavano un antipasto e un’insalata, erano tesi e si guardavano in giro scrutando preoccupati l’ingresso del ristorante e la strada? E perché, dopo aver pagato in contanti ed essere usciti, fino a tarda sera hanno fatto la spola fra il parcheggio teatro dell’omicidio (in quel momento deserto) e via di Quercianella, altrettanto vuota, raccontando a un cameriere del locale, insospettito dai loro movimenti, di aspettare un taxi mai arrivato?
Sono gli interrogativi che, se risolti, potrebbero fare chiarezza o magari addirittura spiegare perché è stato ammazzato con due colpi di pistola Yilmaz Tas, il trentenne curdo (di nazionalità turca) richiedente asilo politico e di casa a Livorno da pochi mesi. Il giovane, che quando in questura ha presentato la domanda per l’ingresso in Italia ha raccontato di essere fuggito dal Paese d’origine in quanto perseguitato, poco prima della mezzanotte di domenica scorsa è stato gambizzato e finito con due colpi d’arma da fuoco nel piazzale davanti al centro sociale per anziani “Fabrizio Gioli” di Castellaccio, la stessa frazione........
