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Michele Silvestri il ninja livornese che scala il monumento a “Ciano”

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25.02.2026

Michele Silvestri il ninja livornese che scala il monumento a “Ciano”

La sfida verticale del guru delle discipline a ostacoli a livello nazionale. «Unico atleta italiano al programma francese Warrior: ecco come è cominciato tutto»

LIVORNO «Mani che bruciano. Piedi che stringono. Cemento e silenzio. Una cosa è vedere una salita da fuori, un’altra è starci dentro». Ecco il nostro ninja labronico che arriva a scalare anche il monumento a Ciano. O meglio “risalire”. Venti metri di corda. Dal 2017 a oggi quell’impresa è sempre in cima ai ricordi del 36enne Michele Silvestri. Una sfida verticale che sui social torna. Perché colpisce. Diventa spettacolo. Perché «quando tocchi la cima, non è mai come l’avevi immaginata. Non c’è pubblico. Non c’è rumore. Solo respiro, cemento e una città che sembra diversa. Non era una salita per essere visto. Era una salita per capire chi ero in quel momento», scrive Silvestri sui suoi social. E al Tirreno racconta: «Ho iniziato da piccolo con il Ju Jitsu, poi crescendo è esploso il mondo del parkour francese, che ha creato una vera rivoluzione, e mi ci sono buttato, finendo per essere preso al programma Ninja Warrior», racconta lui che racchiude in sé tante sfumature. Quella di ninja, di fotografo, videomaker e, soprattutto, istruttore di disciplina ninja, appunto. Ripercorre la sua carriera, che negli anni lo ha portato a prendere parte a varie edizioni di Ninja Warrior, il noto programma televisivo in cui gli atleti devono superare un percorso a ostacoli nel minor tempo possibile. Nel luglio scorso ha rappresentato l’Italia nel format tv francese.

«A 18 anni ho iniziato a insegnare e piano piano ho cominciato a inserire esercizi legati al mondo di Ninja Warrior, abbinandoli a quelli classici, come la corsetta, ma anche a esercizi più divertenti, come funi e arrampicate. Questa pratica è andata avanti e, nel 2016, sono usciti i casting: mi hanno preso e ho iniziato il percorso, arrivando fino in finale. Da quel momento ho capito che quello sarebbe stato il mio futuro, sia per lo show, sia per la mia preparazione e, soprattutto, per la formazione che posso dare agli altri», racconta Silvestri. Silvestri è anche titolare della Ninja Cave asd, dove forma e allena – insieme ai suoi collaboratori – atleti dai 5 ai 60 anni. La disciplina ninja è uno sport moderno basato sul superamento di ostacoli tecnici, sospesi o al suolo, che mette alla prova l’atleta sul piano della coordinazione, dell’agilità, dell’esplosività e della tecnica, oltre che della forza fisica. «Inoltre, alle Olimpiadi 2028 sarà presente anche un percorso a ostacoli come quinta disciplina del pentathlon moderno», aggiunge. Di recente, sui suoi canali social, Silvestri ha pubblicato un video che lo ritrae mentre scala la facciata del mausoleo di Costanzo Ciano, scalata che ovviamente è stata eseguita in sicurezza con anche la presenza di operatori. «Quel video è stato registrato nel 2017, tutto in sicurezza. Ho ho voluto ripubblicarlo. Per me quella arrampicata è un gesto per dare valore alla mia città e a edifici che col tempo sono stati un po’ abbandonati, senza ovviamente entrare nel merito politico. Ho sempre visto il mausoleo come una struttura “stra-emblematica” e uno dei punti più alti della città, ma che è decaduto ed è stato abbandonato a sé stesso. In passato è sempre stato oggetto di addestramenti, quindi mi sono chiesto: perché invece di scendere la corda come fanno tutti, non la salgo? Quel gesto è stato anche una provocazione per chiedere al Comune la messa in sicurezza di questo pezzo di storia» Le grandi avventure richiedono grande preparazione: «Ultimamente mi sto allenando evitando il più possibile di infortunarmi, eseguendo allenamenti funzionali come corpo libero, pesi e attrezzi funzionali. Aggiungo una componente di corsa per mantenere una buona base cardiaca e poi lavoro sulla parte tecnica attraverso percorsi a ostacoli», spiega Silvestri. «La mia carriera a Ninja Warrior è ufficialmente iniziata nel 2016, superando il casting con oltre 5mila candidature da tutto il Paese. Sono arrivato sesto su 250 atleti selezionati», continua. «L’anno scorso (2025) mi hanno richiamato, come unico italiano, per rifare il programma però in un’edizione speciale con atleti da tutto il mondo contro gli atleti francesi. Nella disciplina ninja conta moltissimo la mente: anche quando non hai più la forza fisica di prima, riesci a fare cose che in altri sport agonistici non riusciresti». Per un periodo Silvestri è entrato nel mondo del cinema come stuntman, oltre alle apparizioni tv negli show Tu sì que vales, Italia’s Got Talent e Lo Show dei Record. Da dieci anni, inoltre, gestisce la propria palestra Ninja Cave, in via Pera. «La palestra l’aveva già aperta mio padre tanti anni fa, però la mia parte ninja l’ho aperta nel 2015 e da lì abbiamo formato anche atleti che si sono esibiti in televisione allo Show dei record. Il tutto è iniziato quando un utente mi commentò un video su YouTube chiedendomi se potevo insegnare parkour». Il ninja labronico chiude: «Perché le persone vedono solo il prodotto finale di un grande allenamento. Questo sport mette insieme sia una parte ludica che una parte fisica, ma ha anche lo scopo di creare gruppo tra gli atleti».l  

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