Romagna, le sfide del turismo: "Infrastrutture e alberghi, garantire una rete efficiente"
Il turismo sull’economia della Romagna pesa molto, muove occupazione e orienta investimenti. Ma oggi non basta più vivere di rendita, su quanto fatto nel pur felice passato. Imprese e istituzioni, così, si sono ritrovate per discutere di strategie e scelte operative in un mercato che cambia velocemente. Su questo si è sviluppato il confronto organizzato da Confindustria Romagna, ieri al Grand Hotel di Forlì, con tutte le parti coinvolte chiamate a ragionare su competitività e governance nel settore.
"Stiamo vivendo una fase di elementi contrastanti – spiega Mario Riciputi, presidente di Confindustria Romagna in apertura dell’evento –, che ci auguriamo possa aprire un cambiamento importante del turismo dando vita a una spinta di sviluppo. I risultati del 2025 sono stati positivi, raggiungendo i valori pre-pandemia e segnando in alcuni casi nuovi record. Ma nel frattempo – continua – il confronto con altri Paesi, come la Spagna, e la consapevolezza dell’inadeguatezza delle strutture di accoglienza, gli insufficienti collegamenti ci pongono interrogativi sul futuro".
Il presidente di Confindustria Romagna invita quindi gli imprenditori a non accontentarsi dei livelli di crescita ottenuti finora: "Il nostro sistema economico è molto diversificato, ma sarebbe un errore restare ancorati al passato – prosegue –. Lo sviluppo sarà sempre più determinato dall’integrazione tra manifattura, servizi, logistica, accoglienza e qualità".
Lo sguardo si è poi spostato sugli scenari generali e locali con gli interventi di Magda Antonioli, docente dell’Università Bocconi, e di Andrea Guizzardi, dell’Università di Bologna, che hanno analizzato l’evoluzione della domanda, le opportunità per le destinazioni "capaci di fare sistema – come osserva Guizzardi, che ha presentato uno studio sull’ospitalità romagnola, mettendo a confronto il mercato degli affitti brevi con quello alberghiero –. È necessario sostenere, anche da un punto di vista di cultura imprenditoriale, la crescita dimensionale delle aziende turistiche, incoraggiando le sinergie. Questa – conclude il docente – è una delle più grandi sfide in Romagna".
Non solo analisi, ma anche proposte operative. Giuseppe Costa, presidente della sezione Turismo di Confindustria, ha messo sul tavolo alcune priorità strategiche per rafforzare il comparto. "È importante portare avanti interventi per garantire una rete efficiente di trasporti ferroviari, stradali e aeroportuali e l’interconnessione con le città e le aree più interne della regione, come l’Appennino – sottolinea Costa –. Inoltre, occorre snellire gli strumenti urbanistici con iter burocratici più semplici".
Durante l’evento sono intervenuti i direttori Marco Chimenti e Barbara Casillo di Confindustria Alberghi, che hanno illustrato i servizi per le imprese. "Serve accompagnare lo sviluppo del sistema turistico su una traiettoria di qualità. Rimini, leader per numero di strutture ricettive pro capite, ha una parte consistente di hotel due e tre stelle con problemi di marginalità che vanno accompagnate in un’idea di rinnovamento – dichiara Jamil Sadegholvaad, presidente di Visit Romagna e sindaco di Rimini –. La rimozione del vincolo alberghiero deve offrire alternative di qualità. Condhotel (formula mista tra albergo e residenze private) e colonie, anche fronte mare, possono generare un volano economico. Nel patto tra pubblico e privato si gioca il futuro della riviera".
A chiudere l’incontro è intervenuta l’assessora regionale al Turismo Roberta Frisoni: "Il turismo è uno dei pilastri dell’economia della Romagna e sta attraversando una fase di profondo rinnovamento. L’obiettivo è quello di consolidare un modello capace di evolvere senza perdere autenticità. In questa direzione le infrastrutture e i collegamenti restano un asset strategico. Grazie all’abolizione della council tax sugli scali aeroportuali minori registriamo i primi risultati – conclude –. Parallelamente, sosteniamo la riqualificazione dell’offerta ricettiva con il bando EuReCa Turismo che mette a disposizione 11 milioni di euro per supportare le piccole e medie imprese".
