Discarica, le barricate del comitato: "Solidarietà? Ci riempiono di rifiuti"
Un’immagine della discarica di Monteschiantello e nel riquadro Stefano Sanchioni
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Il comitato AmbienteVivo di San Costanzo "esprime profonda delusione e disapprovazione rispetto alle decisioni prese durante la recente riunione dei sindaci dell’Ata (Assemblea Territoriale d’Ambito) di Pesaro-Urbino per l’aggiornamento del Piano d’Ambito 2023".
Decisioni assunte con la sola astensione del primo cittadino sancostanzese Carbone, tra le quali figura l’ampliamento delle discariche di Monteschiantello (per 300mila metri cubi) e Tavullia (450mila metri cubi).
"Altro che ‘scelte coraggiose e lungimiranti’ di cui hanno recentemente parlato il sindaco di Fano Luca Serfilippi e il presidente Aset, Giacomo Mattioli – attacca il comitato presieduto da Stefano Sanchioni -. La realtà nella quale siamo immersi e che purtroppo ci aspetta, ripropone le medesime soluzioni, racconta una storia fatta di scelte che guardano al brevissimo termine, fallimenti programmati e interessi economici prevalenti a dettare l’agenda rispetto alla tutela del territorio".
Per quanto riguarda l’incremento volumetrico delle discariche il comitato incalza: "Definire ‘lungimirante’ un ampliamento dei siti di Monteschiantello e Tavullia per un totale di 750mila metri cubi è quasi ridicolo. A causa dell’ingordigia dei gestori e dei comuni, che a fine anno incassano i dividendi, queste volumetrie basteranno per poco più di 2 anni".
In un altro passaggio Sanchioni poi aggiunge: "Come si può sostenere che l’incremento delle capacità di stoccaggio è la risposta a un’emergenza se si continua poi a smaltire rifiuti non nostri? I dati parlano chiaro: i nostri rifiuti urbani ammontano a circa 104mila tonnellate annue, ma si prevedono ampliamenti che permetteranno smaltimenti per 232mila ogni anno".
"È evidente – prosegue ancora Stefano Sanchioni -, che gli aumenti delle quantità che riceviamo da altre Ata regionali servono anche a gonfiare la quota di rifiuti speciali smaltibili (che possono essere fino al 50 per cento degli urbani, ndr), garantendo utili alle aziende".
Così il comitato alla fine conclude: "Per noi la vera lungimiranza avrebbe un altro volto: stop immediato all’accoglimento di rifiuti urbani da altre province e di rifiuti speciali per preservare le volumetrie residue; porta a porta e tariffa puntuale in tutti i comuni entro due anni; rotazione per l’impiantistica, evitando che a pagare siano sempre gli stessi cittadini da decenni (Monteschiantello è aperta dal 1978)"
"E poi solidarietà conclusa, nel senso che questo territorio ha già dato ampiamente alle altre province e in fase critica non ha senso continuare ad aumentare i loro conferimenti da noi. Infine – conclude Sanchioni per il Comitato – la gestione dovrebbe essere totalmente pubblica, senza distribuzione di dividendi".
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