Violenza e prostituzione minorile: sesso per soldi nel centro ricreativo, insospettabile finisce in manette
Le indagini dei carabinieri
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Ferrara, 9 aprile 2026 – Le accuse parlano di violenza sessuale (ultimo comma, disciplina i casi di minore gravità) aggravata (609ter) e prostituzione minorile. Bordate legate a situazioni che sarebbero avvenute all’interno di una stanza di un centro ricreativo-sociale di un paese del ferrarese e che vedono alla sbarra un uomo di 50 anni incensurato e attualmente agli arresti domiciliari. Una vicenda squallida, con sei persone offese riconosciute – all’epoca dei fatti dai 14 ai 17 anni –, portata alla luce grazie a una certosina indagine dei carabinieri fatta alla vecchia maniera tramite pedinamenti, appostamenti, intercettazioni telefoniche e ambientali, coadiuvata da una serie di telecamere che hanno fatto il resto.
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E hanno permesso di chiudere il cerchio attorno all’imputato, il quale dovrà presentarsi lunedì davanti al Gup del tribunale dei minori di Bologna, Nadia Buttelli, dove verrà discusso il giudizio abbreviato come richiesto dalla difesa.
I fatti. Riavvolgiamo il nastro. Medio ferrarese, ottobre 2025: un minorenne presenta una querela nei confronti di un coetaneo accusato di revenge porn, l’aver cioè diffuso una sua immagina in atteggiamenti sessuali con terzi. Il giovane chiamato in causa viene sentito e dal suo racconto emerge un qualcosa di inaspettato, derivante da un incontro avvenuto qualche mese prima con un adulto. Un 50enne ferrarese con il quale i due ragazzini avevano compiuto atti sessuali in cambio di denaro ("20 euro a testa"), il tutto in un locale di pertinenza di un centro ricreativo e sociale del paese, del quale l’adulto possedeva le chiavi. Parte l’indagine dei carabinieri, l’auto del sospettato viene monitorata, si seguono gli spostamenti, le fermate, il viavai dello stesso (e di qualche minorenne) da quella stanza nella quale dava appuntamenti a ragazzini.
I militari trascorrono ore davanti al centro ad osservare in borghese mentre i colleghi in caserma controllano i video delle telecamere installate esternamente e internamente. La trama è tristemente sempre la stessa, il viavai e i protagonisti pure. Gli episodi contestati nel capo di imputazione sono cinque (tra ottobre e novembre 2025, oltre a quello di agosto che ha fatto partire l’inchiesta), mentre sei sono i ragazzini (il più giovane all’epoca aveva 14 anni, il più vecchio 17), uno dei quali ha trovato il coraggio di sporgere querela attraverso gli avvocati Eleonora Baldi e Michele Cavallini.
Il blitz decisivo è scattato a metà novembre con i carabinieri appostati all’esterno della struttura i quali hanno fermato il 50enne e recuperato da un minore – uscito pochi minuti prima – 30 euro, ricevuti dall’imputato come "provento del rapporto". Secondo le accuse e le dichiarazione dei coinvolti, l’uomo contattava le vittime tramite WhatsApp o incontri avvenuti in strada dando poi appuntamenti nella sala del centro sociale, promettendo pagamenti dai 10 ai 30 euro (con ’aumenti’ in base alla prestazione). In un caso – dove è accusato di violenza sessuale – dietro la scusa di un aiuto per spostare un mobile, "con gesto repentino accarezzava le cosce" di un quindicenne. In un’altra situazione, dopo aver invitato tre minorenni (14 e 15 anni) e chiesto loro di spogliarsi, gli stessi, presi dal panico, erano riusciti a scappare.
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