Serve un regalo dai ’cugini’ col Mezzolara a più quattro. Ma i playoff sono probabili
La speranza di un passo falso della capolista con Mesola e Sant’Agostino
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Il Pietracuta è tosto e non fa sconti, fermando sul pareggio dopo la Spal targata Ars anche la capolista Mezzolara. E’ questa la novità della domenica, alla luce della quale brilla un filo di più l’1-0 brutto, sporco e cattivo conquistato sul campo del fanalino di coda Mesola. Ora la Spal è di nuovo a -4 dal primo posto, come all’indomani del confronto diretto del 15 marzo. Però riesce difficile cantar vittoria e anche coltivare sogni sfrenati, quando mancano solo tre partite alla fine della stagione. Al Mezzolara basterà vincere due delle restanti tre gare per essere promosso anche se la Spal si aggiudicherà tutte le sue chiudendo il suo campionato con nove successi e un pareggio nelle ultime dieci giornate.
Le residue speranze di primato - o almeno di spareggio - dei biancazzurri di Ferrara sono strettamente legate a eventuali favori che le due rivali di provincia Mesola e Sant’Agostino saranno in grado di farle. Infatti il Mezzolara nel prossimo turno riceve la squadra di Forlani, mentre all’ultima ospita i ramarri di Biagi. In mezzo, l’ultima trasferta sul terreno di un’altra bolognese, il SanpaImola. Nello stesso periodo la Spal ospita proprio il SanpaImola, va a San Piero in Bagno e chiude al "Mazza" col Faenza. Di sicuro le due "cuginette" daranno il massimo per aiutare la squadra del capoluogo, ma non è semplice pensare che il Mesola già retrocesso possa fare risultato nel testacoda. SanpaImola e Sant’Agostino almeno hanno ancora motivazioni di playoff, così come Dall’Ara e compagni troveranno Sampierana e Faenza in piena bagarre salvezza. Per quanto i castellani nel confronto diretto con l’Ars abbiano dato tutto riducendo il divario allo 0-1, non sono mai arrivati al tiro in casa loro, e scontano oggettivamente una modestia di organico amplificata dai tanti problemi di adattamento alla categoria. Però il calcio è strano e lascia sempre una porta aperta a ogni possibilità: in fondo, non era facile immaginare neppure che il Pietracuta pareggiasse ieri a casa Zecchi. Insomma, costa nulla sperare, ma l’aggancio resta complicato.
L’1-0 di Mesola è stato bruttarello assai, ma se non altro, ha visto la Spal aggiudicarsi finalmente la cosiddetta gara "sporca". Anche chiedersi se sarebbe stato possibile contro un avversario appena più performante, per quanto legittimo, è ormai esercizio inutile. Conta solo vincere, a questo punto, e se playoff saranno, arrivarci in buona condizione e col morale alto. Sotto quest’ultimo aspetto la Spal dovrebbe rispondere presente: nelle ultime 7 ha vinto 6 volte pareggiando la settima, e non perde dall’8 novembre quando cedette in casa al solito Pietracuta. Sul piano del gioco non sempre incanta ma almeno adesso corre di più, e in casa mostra progressi di gioco che fatica di più a confermare in trasferta. L’avvento di Parlato, ancora imbattuto in campionato, l’ha resa più pratica come si chiedeva. Pur senza esaltare, col settimo gol in poche partite (più i due in Coppa) Piccioni sta spiegando bene perchè fosse necessario procurarsi un ariete assai prima di Natale: in Eccellenza dentro l’area un pilone di livello è decisivo anche quando performa pochissimo lontano dai 16 metri. Il 28 ha bollato 7 volte in 1040’, l’equivalente di 11 presenze e mezza: cioè un gol ogni 148’, poco meno di due ogni tre partite disputate. Tutti da sotto, di testa o di piede, spesso dentro l’area piccola. Cosa sarebbe successo se la Spal si fosse dotata di un centravanti da principio, anche di questo stesso livello? Forse, che avrebbe speso cinquantamila in più e oggi avrebbe la D in tasca.
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