La Spal ha un cuore. Ma ora sangue freddo
La vittoria con la capolista ha regalato una speranza alla squadra di Parlato. Sabato bisogna portarsi a -1 prima della gara dei bolognesi
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La Spal ha un cuore, è questa la novità. Ha un’anima, che prima si era persa per strada a dispetto delle buone intenzioni della squadra. Che l’impegno sia sempre stato massimale da parte di un gruppo umanamente tra i migliori visti a queste latitudini negli ultimi anni, è fuor di dubbio. Ma impegno non equivale a cuore e anima. Contro il Mezzolara d’improvviso tutto questo è spuntato come di rado prima. Le tre vittorie hanno di certo contribuito a questa quarta, ma non può essere solo questione di morale alto. Anche tatticamente e a livello di singole scelte pochissimo è cambiato, come è giusto che sia per una squadra nata per schierarsi così. Facilmente c’è di mezzo anche la costruzione di una mentalità da parte di mister Parlato. E’ proprio quel che gli si chiedeva fin dal principio: non formule tattiche che facessero perdere altro tempo come purtroppo è avvenuto, ma la trasmissione di uno spirito guerriero non a intermittenza, oltre alla cura di dettagli e accorgimenti soprattutto in fase difensiva.
Se il dato emerso nella sfida alla capolista verrà confermato nelle prossime giornate, se la Spal delle quattro vittorie consecutive sarà capace di affrontare d’ora in poi ogni singola gara con il piglio esibito nel primo tempo col Mezzolara, avrà possibilità di cavarsi soddisfazioni. Quali, non è semplice dire. Il terrore del popolo spallino è che questo risveglio si riveli tardivo. Potrà il Mezzolara non vincere almeno due delle prossime sei partite? E la Spal riuscirà ad arrivare alle dieci vittorie consecutive per operare almeno l’aggancio che varrebbe lo spareggio? Nessuna delle due eventualità si può ritenere facile ad avverarsi, eppure per sperare bisogna che si verifichino entrambe in contemporanea. Altrimenti, saranno playoff al buio, ovvero la consueta lotteria, ancor più difficile da vincere perché le ultime quattro delle sei partite di spareggio prevedono due avversari tuttora avvolti nel mistero.
Vincendo lo scontro diretto al vertice la Spal non ha ottenuto alcunché, come ha precisato subito Parlato per tener calma la sua truppa a fine partita. Si è solo regalata una speranza, una motivazione per l’ultima parte di stagione. Si trattasse di un campionato sulle 38 giornate, ci sarebbe ragione di aver più fiducia, ma qui si tratta di 34 e il risveglio può rivelarsi tardivo. Ma se la Spal fosse quella delle gare più recenti, ci sarebbe almeno motivo di aver fiducia anche dopo, se non si potrà conseguire il traguardo principale. Molto dipenderà dalla reazione dei bolognesi alle due sconfitte consecutive che hanno portato l’Ars a -4.
Gli habitué delle loro gare riscontrano un certo calo di brillantezza rispetto ai giorni migliori. Domenica ospiteranno il Solarolo penultimo in classifica e incapace di superare il Mesola, ma ora più tonico, come hanno notato anche Dall’Ara e compagni battendo i ravennati in rimonta. La Spal anticipa a sabato a Sant’Arcangelo di Romagna contro il Pietracuta terz’ultimo che all’andata sbancò il Paolo Mazza. Andasse a un momentaneo -1, potrebbe infliggere al Mezzolara la stessa ansia che fu dei biancazzurri quando di sabato era la capolista ad aumentare il distacco fino alla doppia cifra. Di più non può fare, il resto non dipende da lei.
Lo straordinario abbraccio di pubblico ripagato in pieno può essere di grande aiuto in questo finale. Sabato si dovrebbe tornare a quell’afflusso di tifosi vicino al migliaio che si registrò a inizio stagione, quando ben altre erano le speranze. Sabato non ci sarà Prezzabile che va in squalifica. Chissà che non sia l’occasione buona per rilanciare Cozzari, recentemente un po’ accantonato. Il suo spirito battagliero e i suoi centimetri possono aiutare molto un centrocampo di piccoletti, anche sui calci d’angolo che restano la spina nel fianco di quest’anno.
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