Anziani morti in ambulanza, le intercettazioni choc: “Quei vecchietti soffrivano troppo, giusto che vadano davanti a Dio. M’è piaciuto, lo rifarò”
Luca Spada, 27enne di Meldola, viene condotto in carcere, ripreso dalle telecamere del Tg1
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Meldola (Forlì-Cesena), 12 aprile 2026 – ’Spadino’ viene arrestato ieri mattina presto. I carabinieri lo trovano davanti a un’agenzia funebre di amici di famiglia, a Meldola, diecimila abitanti, conca iniziale della ValBidente appenninnica, a una decina di chilometri da Forlì. Luca Spada, 27 anni, per tutti ’Spadino’, autista soccorritore della Croce Rossa, è accusato di omicidio volontario plurimo aggravato dalla premeditazione. Per la Procura di Forlì, Spada avrebbe ucciso alcuni anziani che trasportava dalla casa di riposo all’ospedale, o da un ospedale all’altro, per visite o controlli, tra febbraio e novembre 2025.
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L’ultima versione dell’incriminazione, riferita alla sola custodia cautelare eseguita di ieri, è però mutata. Il giudice per le indagini preliminari di Forlì ha accolto la richiesta della Procura, firmata dal capo dell’ufficio requirente Enrico Cieri e dal pm Andrea Marchini, per il solo episodio della morte di Deanna Mambelli, 85 anni, deceduta il 25 novembre 2025.
Deanna quel giorno si sta trasferendo da un ospedale privato convenzionato di Forlì a quello pubblico, per alcuni controlli. Il percorso è di meno di due chilometri. Deanna quando parte sta bene. Poi arriva morta. Ha avuto un infarto sull’ambulanza, guidata da Luca Spada. Che è già sotto controllo da parte dei carabinieri, per una denuncia fatta partire da alcuni operatori del 118, per diverse “anomalie” che sarebbero successe quando il 27enne era alla guida del mezzo della Cri. Viene così fatta subito l’autopsia sul corpo di Deanna. I risultati sono un cavatappi: la donna è morta per un arresto cardiaco da “morte violenta”. Ossia: il cuore di Deanna è ’esploso’. Per gli inquirenti, Spada – all’inizio della corsa – avrebbe iniettato una massiccia dose d’aria, con una siringa, nelle vene dell’anziana.
L’indagine a quel punto svolta. Spada viene indagato. Era già intercettato. Ma da quel momento gli inquirenti tallonano il giovane in maniera massiccia. Con intercettazioni telefonico-ambientali. Stando a fonti di Procura, la voce di ’Spadino’, al telefono non si sa con chi, è chiara: “Questi poveri vecchietti soffrono troppo... è giusto che vadano davanti al Buon Dio... E poi m’è piaciuto molto farlo... Anzi lo devo rifare al più presto...”. Intercettazioni choc. L’indagine continua. L’arresto per la sola morte della 85enne non esclude l’inchiesta su altri decessi. In tutto sono otto le morti ancora nel mirino della Procura. Anche se per ora l’unica parte offesa sono i famigliari di Deanna, difesi dagli avvocati Massimo Mambelli e Max Starni.
Spada quindi come un ’angelo della morte’? Sarebbe questo il movente? Movente che in tutti questi mesi di indagine non era mai emerso. Spada, padre di un figlio di pochi mesi, ex candidato in consiglio comunale a Meldola per una lista civica, da quando esplose la vicenda si dichiara innocente: “Sono estraneo a questi fatti, sono un bravo ragazzo”. La Croce Rossa lo sospende. La Procura lo bracca. I carabinieri di Forlì e dei Nas di Bologna accumulano indizi. Alla fine il giudice accoglie la richiesta di custodia. ’Spadino’ può inquinare le prove. O scappare. Ieri mattina presto, l’arresto.
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