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Mirko annegato in una ‘buca’, risarcita la famiglia: “Per i parenti oltre 400mila euro”

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18.02.2026

Ferrara, 18 febbraio 2026 – Risarcimento di oltre 400mila euro per la famiglia di Mirko Balzanelli, il turista 36enne di Verona annegato il 20 agosto 2020 mentre faceva il bagno al Lido degli Estensi. Inizialmente per la morte dell’uomo, caduto in una buca non segnanalata, finirono nei guai sette persone. Attualmente sono il responsabile organizzativo del servizio di salvamento e il facente funzione sul posto a dover rispondere del decesso di Balzanelli. Il tribunale, inizialmente, era chiamato a valutare la posizione di sette imputati, tutti accusati a vario titolo di omicidio colposo per la morte del turista, entrato in acqua per cercare refrigerio e mai riemerso.

Due rinvii a giudizio per la morte di Mirko Balzanelli

Al termine delle indagini, condotte dal pubblico ministero Andrea Maggioni, le strade processuali degli imputati (difesi dagli avvocati Sara Bruno, Federico Carlini, Renzo Oppi, Monica Pedriali e Maria Costanza Lodi) si erano subito separate. Tre di loro avevano scelto il rito abbreviato (si tratta di due operatori della capitaneria di porto e del responsabile di zona del servizio di salvataggio), mentre due bagnini e i due vertici della cooperativa di salvamento avevano optato per il rito ordinario, con discussione dell’udienza preliminare.

Il verdetto del giudice, nei mesi scorsi, contemplava due rinvii a giudizio, due non luogo a procedere per i bagnini coinvolti e tre assoluzioni per i militari della capitaneria e per il responsabile di zona della società di salvamento.

Il turista incappò nella buca e fu inghiottito dal mare

Quel giorno Balzanelli si trovava in spiaggia a Estensi per trascorrere qualche ora di relax, approfittando della chiusura per ferie della ditta di famiglia, specializzata in arredi. Il turista veronese, intorno alle 16.30 di quel maledetto 20 agosto, era entrato in acqua per rinfrescarsi. Mentre passeggiava nell’acqua bassa nel tratto di mare tra i bagni Oro e Italia, è però incappato in una buca. Sentendosi mancare l’appoggio sotto i piedi, ha iniziato ad annaspare e, nel giro di pochi istanti, è stato inghiottito dal mare.

La sentenza dopo 5 anni

Sulla vicenda fu subito aperto un fascicolo e al centro dell’inchiesta finì l’intera filiera del soccorso in mare. La lente degli inquirenti si focalizzò su diversi aspetti, da quella buca non segnalata alle presunte carenze nella comunicazione dell’emergenza, fino alle presunte negligenze nelle procedure di salvataggio. A quasi cinque anni dai fatti, il giudice ha stabilito che a rispondere di quella tragedia in dibattimento debbano essere soltanto i vertici del servizio di salvamento in quel tratto di spiaggia.


© il Resto del Carlino