Calendario di F1 stravolto: Gp di Bahrain e Arabia Saudita verso la cancellazione. “Non subentreranno altri circuiti”
Calendario di F1 stravolto: Gp di Bahrain e Arabia Saudita verso la cancellazione. “Non subentreranno altri circuiti”
Calendario di F1 stravolto: Gp di Bahrain e Arabia Saudita verso la cancellazione. “Non subentreranno altri circuiti”
La guerra in Medio Oriente costringe la Formula 1 a rivedere il calendario 2026: verso lo stop dei GP di Bahrain e Arabia Saudita, con possibili effetti sull’intera stagione
Il circuito di Manama in Bahrain
Milano, 13 marzo 2026 - L’escalation del conflitto in Medio Oriente rischia di ridisegnare il calendario del Mondiale di Formula 1 2026. I Gran Premi di Bahrain e Arabia Saudita, in programma rispettivamente il 12 e il 19 aprile, sono destinati alla cancellazione: manca ancora l’ufficialità, ma la decisione appare ormai presa e potrebbe essere comunicata nel fine settimana del GP di Shanghai. Alla base della scelta ci sono soprattutto motivi di sicurezza legati alla crescente tensione nell’area del Golfo dopo l’inasprimento del confronto militare che coinvolge l’Iran e diversi attori internazionali. In un contesto così instabile organizzare eventi sportivi di portata globale diventa estremamente complesso, sia per la tutela di team e personale sia per la gestione logistica delle trasferte.
Conseguenze economiche e organizzative
La cancellazione delle due tappe mediorientali rappresenterebbe anche un colpo economico significativo per il Circus. Il Gran Premio del Bahrain garantisce alla Formula 1 un contributo vicino ai 45 milioni di euro, mentre la gara di Gedda è tra le più redditizie dell’intero calendario con cifre che si avvicinano ai 70 milioni. Nonostante l’importanza finanziaria, la priorità in questa fase sembra essere la sicurezza. Dal punto di vista organizzativo, poi, il doppio appuntamento in Bahrain e Arabia Saudita è sempre stato concepito come una trasferta consecutiva. Senza la prima gara, la complessa macchina logistica che sposta monoposto e materiali tra i circuiti renderebbe quasi impossibile disputare regolarmente anche la seconda. Se le cancellazioni venissero confermate, il Mondiale subirebbe un vuoto significativo nella prima parte della stagione. Dopo il Gran Premio del Giappone a Suzuka del 29 marzo, la Formula 1 resterebbe ferma fino al GP di Miami previsto per il 3 maggio, creando una pausa di oltre un mese nel calendario.
Nessuna sostituzione all'orizzonte. Speranza Imola?
Per il momento l’ipotesi più probabile è che le due gare non vengano sostituite, riducendo la stagione a 22 appuntamenti rispetto ai 24 inizialmente previsti. I tempi stretti e la complessità organizzativa rendono infatti difficile inserire nuovi eventi a calendario in quelle stesse date. Resta però aperto il dibattito su eventuali soluzioni alternative più avanti nella stagione per riportare il numero di gare al livello originario. Tra le piste che potrebbero teoricamente candidarsi compare anche Imola, già uscita dal calendario 2026 ma con infrastrutture e organizzazione pronte a ospitare la Formula 1 in tempi relativamente rapidi. Intanto l’attenzione resta puntata anche sugli ultimi due appuntamenti mediorientali della stagione, previsti tra fine novembre e inizio dicembre in Qatar e ad Abu Dhabi. Al momento non sono in discussione, ma l’evoluzione della situazione geopolitica nell’area sarà inevitabilmente osservata con grande attenzione dagli organizzatori del Mondiale.
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