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Bologna, ultimo Stadium. Dalle imprese alle critiche. Italiano, la "stagione finita» e un futuro tutto da definire

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21.04.2026

Vincenzo Italiano sconsolato allo Stadium: brutto ko per il suo Bologna domenica

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Certi orrori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Era da tre anni che il Bologna non viveva un aprile e un maggio così intrisi di mestizia. Un anno fa si trepidava per una finale di Coppa Italia (poi vinta), nel 2024-25 di questi tempi con Motta si sprintava per un posto in Champions e perfino alla sua prima stagione in rossoblù Thiago ad aprile accelerava. Ora no, c’è una stagione che Italiano incautamente ha etichettato come "finita tra virgolette": anche togliendo le virgolette la sostanza non cambia, i potenziali effetti sulle prossime prestazioni pure. Il rischio che il finale sia amarissimo esiste, con Roma, Cagliari, Napoli, Atalanta e Inter da affrontare in preoccupante sequenza. Così com’è concreto il rischio che l’ottavo posto di oggi il 24 maggio si riveli il sogno di una notte di mezza primavera di Fenucci, se Lazio e Sassuolo si mostreranno più performanti.

In teoria non dovrebbe essere complicato fare meglio di una squadra che allo Juventus Stadium non ha scoccato un solo tiro nello specchio bianconero: non accadeva dalla sconfitta in casa Milan del 14 settembre, alla seconda di campionato (0-1 a firma Modric e tre legni colpiti dai rossoneri). Ieri, con la squadra riposante (come allo Stadium...) e l’ad Fenucci impegnato nelle manovre di Lega per eleggere il nuovo presidente federale, non poteva essere giorno di riflessioni e confronti.

Tutto rimandato a oggi, alla ripresa degli allenamenti, o ai giorni che verranno. Perché il rischio di un finale-flop c’è ma sul piatto c’è un tema ancora più cruciale: il futuro di Italiano e, conseguentemente, del Bologna. Il contratto per un’altra stagione il tecnico ce l’ha, ma ci sono ancora i presupposti per proseguire insieme? Se a decidere dovessero essere gli umori di queste ore della piazza il verdetto sarebbe ‘Italiano out’. Ma la sete di sangue, che i social per mestiere alimentano, rischia di far dimenticare che con Motta prima e con Italiano poi il Bologna ha prodotto per tre stagioni risultati superiori al valore dei suoi organici, al netto degli ultimi quattro mesi e mezzo di campionato davvero indifendibili.

Il sito specializzato Transfermarkt oggi colloca i rossoblù all’ottavo posto in A per valore della rosa: precisamente laddove il Bologna è in classifica. E anche a Casteldebole ritengono che in rapporto agli investimenti fatti sia questa oggi la dimensione dei rossoblù. Italiano, che può esibire la medaglia al petto del raggiungimento dei quarti in Europa League, quest’anno poteva fare meglio in campionato? Certamente sì. Ma ‘overperformare’ con Vitik, Heggem e Casale non è la stessa cosa che farlo con Beukema, Calafiori e Lucumi. Che Italiano a luglio guidi di nuovo la truppa a Valles è presto per dirlo, ma a Casteldebole non hanno segnali di un allenatore in uscita.

Inevitabilmente, questo sì, dirigenti e allenatore dovranno fissare una data-limite entro cui guardarsi in faccia e programmare il futuro. Nell’attesa tocca difendere questo ottavo posto che, come ha ribadito lo stesso Fenucci l’ultima volta che ha parlato alla squadra, tarerà il valore di tutti. Italiano compreso.

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